E ora un bel cinghiale al posto della Lupa

di Mario Ajello
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Domenica 26 Marzo 2017, 00:19

“Bella Roma, dove potresti cadere in una buca inseguito da un cinghiale per essere divorato dai ratti”.
@Solcaliente

Oddio, che immagine apocalittica. Bisognerebbe invece cogliere l’opportunità dell’arrivo dei cinghiali nell’Urbe, per stabilire nuove forme di convivenza e trarre qualche utile vantaggio dalla loro presenza. Del resto, ormai sono dei nostri. Ne incontri uno in mezzo alla strada e ci sbatti contro con la moto (lui resta vivo e tu no). Giri in auto e nel traffico ormai capita di incontrare anche loro. E quello fotografato mentre fruga nel cassonetto della spazzatura? E quello che l’altro giorno s’è infilato in un giardinetto e s’è mangiato un cane con tutta la cuccia? Roma sta vivendo, canterebbe Franco Battiato, “L’era del cinghiale bianco” (anche se i nostri sono grigi e sporchi). Un’idea sarebbe di sostituire la lupa con un bel cinghiale che allatta Romolo e Remo. O di organizzare, davanti a grandi pittori che immortalano la scena come nei quadri rinascimentali, una caccia al cinghiale tra via del Corso e via Nazionale. Quanto alla raccolta della spazzatura, l’Ama può stare tranquilla: ormai ci sono i quadrupedi a raccogliere e smaltire i rifiuti, e magari rispettano anche le regole della differenziata. Le erbacce nelle aiuole? No problem, le possono tagliare loro, inghiottendole. La crisi della cucina romana? Può essere rilanciata con la coda del cinghiale al posto di quella alla vaccinara. E tutti quelli che, al centro o in periferia vengono aggrediti da un bestione, invece di disperarsi potranno sempre vantarsi e atteggiarsi ad eroi omerici: «Anche Ulisse, come me, fu morso da un cinghiale». 

mario.ajello@ilmessaggero.it

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