Quando il calcio è delle donne
scende in campo il fair play

Domenica 8 Dicembre 2019 di Mimmo Ferretti
Non c’è solo la Roma a Roma. Le ragazze allenate da Betty Bavagnoli giocano in Serie A, vanno in tv e sulle prime pagine dei giornali quindi sono le più conosciute. Ma nella Capitale e dintorni, il calcio femminile, complici i mondiali della passata estate e l’exploit dell’Italia, ha avuto un autentico boom. Al punto che rispetto allo scorso anno è stato stimato un aumento delle tesserate nella nostra regione di circa il 100%. Con quasi tremila calciatrici impegnate oggi a tutti i livelli. Detto della Roma in Serie A, vanno ricordate le società che partecipano al campionato di Serie B, cioè la Lazio Women, la Roma Calcio Femminile, la Roma XIV e la Decimoquarto. Considerando anche i campionati “minori”, sono venti i club di Roma e delle altre province laziali che fanno calcio agonistico. Con una caratteristica in comune: l’assenza di violenza dentro e soprattutto fuori dal campo. Si gioca al calcio per il puro piacere di farlo, anche picchiandosi (sportivamente parlando, ovvio) e badando al risultato ma senza considerarlo un’ossessione. Cosa rarissima se rapportata al mondo maschile, a tutte le età e in tutte le categorie, dove una sequela infinita di cattivi esempi, in campo e fuori, meriterebbero un’approfondita vergogna.
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