Altro che “Ti presento i miei" se poi loro ti spiano sui social

Mercoledì 17 Ottobre 2018 di Raffaella Troili
Alla fine non si resiste. Anche la mamma più emancipata e attenta a non invadere gli spazi altrui prima o poi ci casca. L’ultima è andata su Facebook, ha digitato quel nome che per mesi ha ignorato, improvvisamente si è procurata il cognome e si è “spizzata” la ragazza del figlio. Non aveva scelta. C’era stata la presentazione e lei di quell’esatto momento passato a tavola ricordava ben poco, stordita da quella donnina che aveva immaginato in tanti modi e che ora non sapeva se corrispondesse ai canoni di bellezza, simpatia, intelligenza che covava dentro sè. Si è scoperta inorridita “mamma di un maschio”, con le amiche ha cercato di dare un voto a quella ragazza, si è sentita spietata, poco indulgente, spiazzata da quel primo incontro in cui non aveva capito niente di una persona, forse perché troppo coinvolta, forse perché la ragazza non ha fatto nulla di strano per apparire, piacere, farsi notare. Su Fb si è ritrovata ad analizzarne i lineamenti, il sorriso, le smorfie, i viaggi passati, il modo di vestire così diverso dal suo immaginario. Si è convinta - magia dei social - che deve essere in gamba. E che guarda il figlio con tenerezza. Si chiede come la guardi lui. Poche, stranamente sagge le parole del marito: “Speriamo sia una brava ragazza”.

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