L’alleluja di Susanna, un sorriso dopo la morte

Mercoledì 18 Aprile 2018 di Raffaella Troili
Meningite: a Roma
l’addio a Susanna Rufi, 
“ciao angelo”

Giacomo Giostra

Quel 4 agosto del 2016 sul sagrato della chiesa di San Policarpo la dignitosa delicatezza di Enrico Rufi spiazzò tutti, «abbiamo tanto dolore, ma nessuna rabbia». E con la stessa appassionata compostezza ha dato voce dopo quasi due anni a quella figlia che non tornò, solo lei tra un milione e mezzo di ragazzi, dalla Giornata mondiale della Gioventù di Cracovia. Il libro “L’alleluja di Susanna” (edizioni S. Paolo) esce venerdì nelle librerie: vuol essere l’eredità di una giovane stroncata da meningite fulminante di ritorno dalla Gmg. Era una studentessa modello, una viaggiatrice, aveva raccolto l’appello di Papa Francesco: voleva cambiare il mondo. Il padre prova a raccontare sua figlia, il suo mondo, il suo vissuto: amici, chitarra, sorella, scelte, canzoni, il rapporto con Dio. Una biografia spirituale in cui Enrico Rufi cerca di restituire senso a una vita breve eppure già profonda, in cui resta il mistero della morte che solo la fede può aiutare a comprendere. Amore e dolore, a volte anche umorismo, accompagnano la lettura dell’Alleluja di Susanna, cresciuta con quattro nonni tendenzialmente atei in una famiglia con la fede in sottofondo proprio come tante, diventata animatrice parrocchiale e pellegrina. Non si parla di morte ma di vita in questo libro che il papà dedica alla figlia. Non sono pochi 19 anni e c’è tanto da raccontare. Papà lo fa con un linguaggio colto e giovane, proprio come era quello di Susanna. Aneddoti, battute, imprevisti, un diario di fede e di vita. Ultimo aggiornamento: 00:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA