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Meno abiti e più profumi: non siamo quelli di prima della pandemìa

Meno abiti e più profumi: non siamo quelli di prima
di Pietro Piovani
2 Minuti di Lettura
Lunedì 8 Agosto 2022, 08:42

Siamo davvero tornati uguali a come eravamo? Sembrano lontanissimi i giorni in cui stavamo chiusi in casa, ora la vita è tornata a scorrere, ci si diverte, si consuma, l'economia riparte. La chiamano resilienza, cioè la capacità di tornare a essere quello che si era, dopo un periodo di crisi. Eppure per Sergio, che ha un negozio di abbigliamento a Monteverde, le cose non si sono proprio rimesse a posto. «Io vendo abiti di alta qualità, la concorrenza dell'online non l'ho mai sofferta, il mio è un mercato diverso, ma dopo la pandemia non è più come prima: lo smart working ha cambiato tutto».

A sentire Sergio, i romani hanno nuove abitudini: «C'è chi continua a lavorare da casa, chi è tornato in ufficio ma magari solo tre giorni a settimana: e allora perché farsi un vestito nuovo? La gente risparmia, ma per noi gli affari restano fermi, intanto ci arrivano le rate dei prestiti ottenuti nei mesi dell'emergenza. Se continua così, a fine anno chiudo». Anche Luisa, che ha una profumeria a Roma Est, segnala una trasformazione dei costumi e di conseguenza dei consumi: «Due anni fa i giornali scrissero che con le mascherine le donne avevano smesso di comprare i rossetti, ma il fatto è che le vendite non sono ripartite neanche quando l'obbligo è stato tolto. Perché almeno una volta al giorno la faccia te la devi coprire, e se hai il rossetto ti finisce dappertutto. In compenso da quando c'è stato il Covid si vendono più profumi, ma non mi chiedete perché».
 

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