Cassette, scooter, bici. E il posto è occupato

di Raffaella Troili
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Io costretta a parcheggiare lontano dal Policlinico dai venditori abusivi.

Lettera al sindaco...

@AndreaDefil









Il parafurbo sposta la macchina, magari una berlina, e in quello stesso spazio ci piazza lo scooter, in orizzontale: così quando torna il parcheggio è assicurato. La stessa specie, molto diffusa nella giungla cittadina, sposta fioriere arbitrariamente, lascia la bici a filo, proprio tra il marciapiede e la strada, quel tanto che se qualcuno prova a infilarci la macchina, è matematico che farà precipitare quella vecchia due ruote messa lì pretestuosamente tanto per evitare che qualcuno provi a posteggiare.



Il parafurbo, sempre lui, perché le varianti sono tante e il rischio di estinguersi è inesistente, arriva e parcheggia il furgone su viale Regina Margherita. Monta la bancarella e occupa altri spazi con una cassetta. Sì, la cassetta, quella che di solito contiene la merce. Invece giace vuota a terra, intorno al Policlinico, con la gente che si affanna tutti i santi giorni per trovare un posto, vuoi perché ha prenotato una visita medica, vuoi perché deve andare a lavorare o ha una lezione all’università. La cassetta resta lì, anche se di spazi liberi per le auto fuori all’Umberto I non se ne trovano; il resto è una casbah di bancarelle che a volte rendono difficoltoso il passaggio pure alle ambulanze.



La gente la guarda e manda giù veleno già di prima mattina. Non ha ancora voglia di discutere, lo farà una volta riuscita a parcheggiare, quando dovrà vedersela con il rom che vuole venderti a forza il ticket per il posteggio, con la data e i numeri già cancellati da lui. Succede ovunque, purtroppo. Ma di fronte a un ospedale e a un ateneo fa più impressione.

raffaella.troili@ilmessaggero.it
Mercoledì 16 Ottobre 2013, 10:02