Papà eroici che corrono sulla sedia a rotelle

di Maria Lombardi
2 Minuti di Lettura

padre e figlio entrambi

in monopattino....

il figlio cade sbucciandosi

e il padre scappa per vincere la gara

@gioviwasa96

Uno, due, tre, via! La bici scatta e scivola impaziente sul nastro verde della pista, la carrozzina si stacca dalla linea di partenza come in salita. Il bambino pedala ed è già avanti, il papà spinge le ruote con le braccia e lo rincorre in affanno. Mezzo giro del circuito nel parco delle Valli e Federico, 9 anni, si volta indietro per misurare il facile vantaggio, troppo facile per sorriderne. Così non è divertente, «corri papà», mica questo è gioco qualunque, c'è una storia da costruire insieme. Ancora troppo distanti, il figlio vuole la sfida vera, cerca l'orgoglio della lotta. Il papà fa forza sulle braccia più che può, le vene si gonfiano sui muscoli sudati. Non c'è gara eppure c'è, vince chi supera se stesso non l'altro. Non ha paura di perdere, il padre, che le sue gambe le ha perse già in un incidente lontano e tende lo sforzo fino al dolore. E soffrendo sorride dello spazio recuperato, il bimbo adesso è lui, al terzo giro tra loro ci sono dieci passi, al quinto giro nessuno. Ora sono l'uno accanto all'altro, questa la felicità e la vittoria. Gli occhi alla stessa altezza, siamo grandi, Federico alza il braccio al cielo. Gli altri padri che pedalano e corrono nel sole della domenica nemmeno li vede, anche il suo papà corre. Le differenze sono punti di vista. Adesso sfiniti tornano a casa, spingendo le ruote con i piedi o con le braccia, si torna alle salite di tutti i giorni, agli ascensori stretti, ai marciapiedi e alle scale impossibili per una carrozzina, nessun sorriso ad attendere. Magari andrà meglio, chissà, il padre ha insegnato al figlio che si può e l'ha imparato anche lui, in cinque giri appena.

Giovedì 9 Ottobre 2014, 19:57 - Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 01:08