I lucchetti dell’amore, le chiavi girano la città

di Maria Lombardi
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Giovedì 15 Ottobre 2015, 23:26 - Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 00:22

Tra duemila anni ritroveranno i lucchetti di Ponte Milvio e crederanno fosse

una tratta di schiavi

@KatiaSoriatti

E l'amore, dove lo mettiamo? Al posto dei camion bar. Sui ponti già provato, si lamentano che pesa troppo e corrode il marmo. A fontana di Trevi è stato un fallimento, lì Cupido incatenato ha resistito poco. Chissà al Colosseo. Ha sopportato per così tanto tempo quei carrozzoni con le insegne rosso ketchup, che fastidio potranno mai dare a confronto i cuoricini? E invece lo danno. I lucchetti di Moccia ai piedi dell'anfiteatro Flavio, anche qui. Appesi in fila sulle grate verdi, corrono intorno alle aiuole di fronte alla fermata della metro: piccoli, grandi, alcuni colorati, tutti con data e firme. Ricordi di passioni che magari sono già volate via, al Colosseo resterà il fastidio della ruggine. Dopo tutta la fatica e la battaglia infinita per sfrattare la plastica delle bottigliette d'acqua e la cartaccia dei panini, adesso non si può ricominciare con il ferro. Tanto coppie avranno ceduto alla tentazione di un set così unico, ci saranno in giro selfie con lui che promette davanti a una serratura, inginocchiato sotto il simbolo dell'eternità di Roma. Da non copiare, assolutamente no, anche perché questa ferraglia in centro storico è vietata. Che non diventi una nuova ossessione, il Colosseo innamorato. Tanto più che non c'è neanche il fiume dove gettare la chiave. A Parigi non hanno avuto pietà, i lucchetti avevano appesantito troppo Pont des Arts e li hanno tolti. A Ponte Milvio dopo anni di «mai più» e mille promesse sono di nuovo lì, ancora abbracciati ai lampioni, l’ultimo porta la data di ieri. Tutto è per sempre, da queste parti, tranne l’amore.

maria.lombardi@ilmessaggero.it