ROMA

Il frate indovino e la cinquina che sbancò il Papa

Domenica 8 Ottobre 2017 di Fabio Isman
L'estrazione a sorte è un gioco antichissimo. A Roma, nei Saturnali a dicembre, l'ultima festa del calendario, si organizzavano lotterie e si sorteggiava un numero, tra quelli distribuiti ai partecipanti: per alcuni, è la più antica tombola. Il Lotto deriverebbe invece dal francese «lot», e la sua genesi in Italia è dibattuta. A Milano, nel 1448, ne esisteva forse un progenitore; a Firenze, c'era un Banco nel 1528; a Genova, lo introduce Andrea Doria, per scegliere cinque senatori tra 120 nobili, e sul risultato nascono scommesse: finché i numeri diventano novanta, come oggi. Altri fissano la nascita del gioco sempre a Genova, ma nel 1620. Nel 2006, però, è stato emesso un francobollo per i suoi 500 anni. La prima estrazione, a Venezia, è del 5 aprile 1734. A Roma, se ne sa qualcosa dal 1666, quando Filippo IV di Spagna chiede che Alessandro VII Chigi decida sulla sua liceità. E il papa lo bolla come peccato grave. Nonostante questo, in clandestinità, nell'Urbe il gioco prosperava: tanto che Clemente XI Albani interpella sulla faccenda un'apposita Congregazione; ma con esiti negativi.

SULL'ALTARE
Soltanto nel 1721, con Innocenzo XIII dei Conti, il gioco viene ufficialmente introdotto, dandolo in appalto; e le vincite dovevano essere superiori agli altri Stati: del 20 per cento negli ambi, e dell'80 nei terni. Clemente XII Corsini conferma l'editto nel 1731; ma ne esclude frati e monache. I proventi servivano alle doti per cinque zitelle, e ai lavori pubblici.
Lotto di nuovo proibito, per poco; e di nuovo permesso. Clemente XII lo usa per erigere Fontana di Trevi. Le prime estrazioni, in piazza Montecitorio, da una loggia; poi, da un palco sul Campidoglio; e, tra gli altri luoghi, a via di Ripetta e dell'Umiltà, a Campo Marzio: sull'altare della Santissima Concezione, la chiesa delle benedettine. All'inizio, si giocava due volte al mese; e la prima estrazione del nuovo Lotto avviene il 14 febbraio 1732, giovedì prima di Carnevale. In un anno, fruttava ai fondi papali anche un milione e mezzo di euro, se stiamo a qualche calcolo ufficiosissimo. Non a caso, era definito Impresa. Nasce così pure il portico al Laterano.

LAVORI PUBBLICI
Si sa che la prima cinquina fu composta dai numeri 65, 54, 18, 6, 23. E che il primo gerente se ne fuggì, rubando 400 scudi da poco riscossi. Dalla terza giocata, papa Clemente trae 17.647,71 scudi per la fontana più visitata di Roma. Nel 1785, sotto Pio VI Braschi, gli utili servono pure per tentare di bonificare le Paludi pontine. Negli ultimi tempi del potere papale, le giocate, ridotte a nove all'anno, diventano due al mese: sabato, a mezzogiorno. Con l'Unità, estrazioni ogni 15 giorni dal 1807, e ogni settimana dal 1871; poi, due volte ogni sette giorni dal 1997 e tre dal 2005. Un calcolo del 2015 indicava in 120 i monumenti e le biblioteche del Lazio, che, in 15 anni, avevano ottenuto dal gioco quasi 184 milioni di euro per i loro lavori.

MONACO INDOVINO
Prima dell'Unità d'Italia, un suo centro propulsore era la chiesa di Santa Maria della Concezione, a via Veneto, detta dei Cappuccini. Quella le cui cripte mostrano i resti di quattromila frati, «volte, ornamenti, lampade, croci ecc., tutte eseguite con ossa e teschi», come scrive, stupendosi, il famoso marchese Donatien-Alphonse-François De Sade. Qui, padre Emidio di Cori idea la Tavola «vera e infallibile per la determinazione del futuro estraendo». E tra il 1831 e il '46, viveva tale fra' Pacifico, come uno dei più stretti compagni di San Francesco, che sembra indovinasse i numeri. Gregorio XVI Cappellari, depauperato dei proventi, lo caccia da Roma. Si racconta che il frate se ne sia andato con un ultimo messaggio per i fedeli: «Roma, se tanta sei, perché crudel se' tanta? Se dici che se' santa, allora bugiarda sei». Il calembour celava i numeri, 66, 70, 16, 60, 6; giocandoli in massa, la folla sbancò il Lotto. Per la cronaca, c'è una sola possibilità su 43.949.268 casi d'indovinare una cinquina. E in Italia, appena otto vincite hanno superato, finora, il milione di euro.
 

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