CORONAVIRUS

Virginia Raggi nella scuola delle suore implora i giornalisti: «Siate clementi, Roma ha tante criticità»

Venerdì 28 Agosto 2020 di Franca Giansoldati

Prima la Sindaca ha visitato l'istituto di suore - al Trionfale. Un istituto chiuso da anni che ora ospiterà 300 alunni, grazie ad un accordo virtuoso tra Vicariato, istituzioni e famiglie (che si sono accollate la spesa di 30 mila euro per ripristinare il riscaldamento con l'acquisto di una nuova caldaia), permettendo così agli scolari di riprendere normalmente l'anno scolastico. Virginia Raggi ha poi cambiato registro e rivolgendosi ad un gruppo di cronisti invitati a presenziare il momento, ha lanciato un singolare appello alla stampa. «Siate clementi».

Più che un invito era una implorazione che, ha spiegato, nasceva dal fatto che Roma «è molto complicata anche se c'è la volontà di superare le criticità e a reagire». Forse faceva riferimento indiretto alla valanga di critiche che riceve. Le buche, il degrado, la sporcizia, i bus che vanno a fuoco, i parchi che vanno a fuoco come l'altro giorno quello dell'Aniene. «L'anno scolastico imminente farà affiorare tante criticità, visto che nella «Capitale c'è un numero molto alto di istituti (circa 1200 scuole».

«Quando si lavora con numeri fuori scala e importanti è importante lavorare sulla concretezza per prevenire le criticità che conosciamo. Quindi siate più clementi perché la volontà è di reagire. Se ci saranno dei problemi li affronteremo nella massima rapidità , concretezza e serenità ma non puntiamoci il dito perché non serve».

L'invito della Raggi è di essere clementi (parola che ha ripetuto diverse volte). «Dietro i problemi che stiamo affrontando ci sono anche opportunità. Se non ci fosse stato il tema del Covid questa scuola (l'Istituto delle Maestre Pie Filippini) non avrebbe aperto» e i bambini non avrebbero avuto le aule scolastiche. «Ecco, in questo modo abbiamo trasformato un problema in una opportunità».

La soluzione dell'istituto delle suore al Trionfale è una idea venuta al vaticanista Piero Schiavazzi, preoccupato per l'inizio dell'anno scolastico del figlio, uno dei 300 bambini che ora frequenterà la nuova scuola.

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