Ranucci, l'ideatore della lista civica Gualtieri: «Roma avanti sull'Expo, ma stop agli occupanti»

Parla l’ideatore della lista civica di Gualtieri un anno dopo la vittoria in Campidoglio

Ranucci: «Roma avanti sull'Expo, ma stop agli occupanti»
di Fabio Rossi
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Martedì 8 Novembre 2022, 00:09

Raffaele Ranucci, già senatore del Pd, imprenditore, insieme ad Alessandro Onorato ha creato e coordinato la lista civica di Roberto Gualtieri che ha contribuito in maniera decisiva all’elezione del sindaco e all’entrata in assemblea capitolina di cinque consiglieri.

Un anno di amministrazione Gualtieri, è soddisfatto?
«Su alcune cose il sindaco ha fatto una rivoluzione, su altre serve più coraggio».

Partiamo dalle prime.
«Con la candidatura per Expo 2030, finalmente il sindaco restituisce a Roma una vocazione internazionale, torna protagonista nel mondo. Inoltre, con il nostro assessore Onorato, batte ogni record sui grandi eventi concertistici. Non era facile superare Milano con 500.000 biglietti venduti in più: parliamo di oltre 2 milioni di biglietti venduti. Ha fatto bene Onorato a cancellare i “no” preconcettuali della Raggi. Per non parlare dei grandi eventi sportivi che il prossimo anno cambieranno il volto di Roma: dalla Ryder Cup all’arrivo del Giro d’Italia o il ritorno dell’alta moda con Valentino. Così si creano posti di lavoro e ricchezza per Roma».

Anche il turismo sembra in ripresa.
«È il nostro core business: finalmente Roma è tornata a vendere se stessa nelle fiere internazionali con un’unica immagine, coordinata insieme alla Regione Lazio e agli operatori del settore».

Cosa ne pensa della direttiva del sindaco che consente agli occupanti abusivi di case di avere la residenza e le utenze?
«In questa città c’è un’emergenza abitativa e va affrontata, ma nella legalità. Per troppo tempo abbiamo avuto occupazioni abusive, ma anche un mercimonio di case pubbliche che va contro coloro che ne hanno bisogno. Non è pensabile che continui a esserci questo sottobosco nelle case popolari: a Roma bisogna rispettare le regole».

In quale altro settore vede un cambio di passo?
«Sulla scuola in un anno si è fatto di più che negli ultimi 15: assunzione dei precari, aperture di nuove scuole, allungamento dell’orario pomeridiano con progetti aggiuntivi. Bene hanno fatto il sindaco Gualtieri e l’assessore Pratelli. Ma penso anche alle casse capitoline».

Cioè?
«Con l’assessore Scozzese si stanno rimettendo a posto i conti: solo così si potranno abbassare le altissime tasse comunali».

E sui rifiuti e sul decoro?
«Bene il sindaco sul termovalorizzatore, dove bisogna andare avanti senza paura. Sull’Ama serve più coraggio ed è giunta l’ora di scegliere un municipio e appaltare il servizio ai privati. Saranno i cittadini, alla fine dell’anno, a dire se era meglio con l’Ama o chi ha vinto l’appalto».

Crede che si possa davvero fare, vista la storica reticenza di queste realtà a cambiare il proprio modus operandi?
«Certo. Volere è potere. Non si tratta di andare contro i dipendenti dell’Ama, che fanno un lavoro duro, però è giunta l’ora di far capire ai loro dirigenti e allo stesso Comune che o si garantiscono standard elevati o si chiude. Al pagamento delle tasse deve corrispondere un servizio efficiente».

Cos’altro non la convince?
«Sui trasporti serve più coraggio. Sui monopattini per esempio, dopo la folle deregulation della Raggi. Sono una piaga pericolosa per l’incolumità degli utenti, della fruizione dei marciapiedi e del decoro. Mi sarei aspettato poi un controllo quotidiano sul contratto di servizio Atac. È evidente che bisogna rifondare tutto dopo i disastri del passato, ma allo stesso tempo bisogna stare sul pezzo e controllare fino a fondo le frequenze, i passaggi di autobus e treni per non parlare della loro pulizia. Parliamo dei taxi: buona parte della categoria vuole finalmente legalità ma non è possibile che l’unico a occuparsi della cosa sia l’assessore al turismo. Patanè dovrebbe affrontare l’illegalità di Ciampino, Termini e Vaticano ogni giorno. Quanto dobbiamo ancora aspettare con file chilometriche di utenti in attesa di un taxi a Termini?».

 

Cosa deve fare l’amministrazione per favorire il rilancio delle eccellenze industriali romane?
«Bisogna costruire all’interno delle città le condizioni affinché si continui a voler investire: semplificando la burocrazia e facendo più marketing territoriale»

A inizio del 2023 ci sono le elezioni regionali nel Lazio. Cosa crede che succederà?
«Dopo gli ottimi 10 anni di giunta Zingaretti, mi sembra che qualcuno nel centro sinistra abbia schiacciato il tasto dell’autodistruzione. Noi siamo pronti a replicare l’esperienza vincente di Roma nel Lazio».

Entrerete nel Pd?
«Il Pd che io ho contribuito a fondare non mi rappresenta più da tempo, ma credo che sia questo il momento dell’unione piuttosto che della divisione. Non capisco perché il Pd abbia lasciato al terzo polo i ceti produttivi, tanti troppi giovani e un’immagine più moderna, direi contemporanea. Oggi invece il Pd sembra dell’800, mentre siamo nel metaverso. Si può recuperare. Serve una nuova classe dirigente però. Basta capi bastone che si atteggiano ai fasti dell’epoca di Rutelli o Veltroni senza averne adeguato standing».

Quindi entrerete?
«Vediamo se il congresso sarà davvero aperto, per il momento ci stiamo confrontiamo con altre esperienze civiche di altre città. Tutte avevano creduto in un Pd che non c’è più e queste realtà civiche hanno una nuova classe dirigente giovane e preparata. Una risorsa da valorizzare. Un grande patrimonio per un nuovo Partito democratico».
 

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