Gualtieri, la giunta: Gotor alla Cultura, Scozzese per il Bilancio, Onorato al Turismo e Grandi eventi

Il Partito Democratico incassa tre poltrone: Alfonsi, Patanè e Veloccia. Funari al Sociale

Gualtieri, la giunta: Gotor alla Cultura, Scozzese per il Bilancio, Onorato al Turismo e Grandi eventi
di Lorenzo De Cicco e Francesco Pacifico
10 Minuti di Lettura
Martedì 2 Novembre 2021, 23:42 - Ultimo aggiornamento: 3 Novembre, 14:47

Trattative sugli ultimi nomi della sua giunta, una corsa al Nazareno per incontrare il gruppo comunale del Pd (che ha scelto come presidente dell’aula Svetalana Celli e come capogruppo Valeria Baglio), tante scartoffie firmate con il suo capo di gabinetto Albino Ruberti, chiuso nel suo ufficio, blindato anche allo staff. Dopo una lunghissima giornata di lavoro - iniziata con la limatura e poi la presentazione del piano decoro - Roberto Gualtieri ha quasi ultimato la sua squadra per governare Roma nei prossimi cinque anni. Guardando ai nomi scelti, il Partito democratico, incassa tre poltrone: Sabrina Alfonsi all’Ambiente, Eugenio Patanè ai Trasporti e Maurizio Veloccia all’Urbanistica. Sempre vicini al Nazareno sono considerati tecnici come lo storico Miguel Gotor (Cultura) e Silvia Scozzese (Bilancio) e Tobia Zevi, che è ancora in bilico. La lista civica Gualtieri esprime Monica Lucarelli (Attività produttive) e Alessandro Onorato (Turismo Sport, Grandi eventi). Guardando alle altre forze di maggioranza, Demos ottiene la poltrona del Sociale per Barbara Funari, vicina a Sant’Egidio, la Sinistra dovrebbe avere la Formazione e l’Immigrazione; l’altro cartello di sinistra, Roma Futura, invece, ha indicato Claudia Pratelli per la Scuola.

Non solo nomine. Gualtieri sta lavorando anche alle delibere, ai dossier da portare alla prima riunione di giunta. Avviato il piano decorso per ripulire la città, il sindaco vuole accelerare sui trasporti: c’è da formalizzare l’intesa appena raggiunta con Atac per sbloccare 40 milioni di fondi necessari anche per pagare l’ultima rata di 70 bus ibridi e vuole lanciare anche un piano per la manutenzione stradale straordinaria per consolari e vie più piccole.

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La squadra di Gualtieri

Il sindaco

Roberto Gualtieri

Romano di Monteverde, classe ‘66, segno zodiacale del Cancro, Roberto Gualtieri è diventato sindaco di Roma ufficialmente il 20 ottobre, dopo la vittoria al ballottaggio contro Enrico Michetti il 18. Diplomato al Liceo Visconti, laureato alla Sapienza è professore associato di Storia contemporanea presso lo stesso ateneo e vicedirettore della Fondazione Gramsci. Tifoso della Roma, amante della chitarra, Gualtieri è stato a lungo parlamentare europeo (dal 2009 al 2019) prima di ricoprire l’incarico di ministro dell’Economia nel governo Conte II, succedendo a Giovanni Tria. Il 20 giugno, dopo aver vinto le primarie, è diventato il candidato sindaco del centrosinistra.

Ambiente

Sabrina Alfonsi

Antropologa, 55 anni, zingarettiana, prima di diventare mini-sindaco del Centro storico (incarico che ha ricoperto per 8 anni), è stata titolare di una piccola attività di antiquariato e responsabile di una società specializzata in organizzazione aziendale e gestione delle risorse umane. Ma negli ultimi 3 anni, racconta, «non ho avuto partecipazioni azionarie o di altro tipo e non ho ricoperto incarichi in società, enti o fondazioni». La carriera politica è tutta nel Centro storico: assessore alla Scuola dal 2006 al 2008, poi vicepresidente, fino a quando nel 2013 viene indicata dalla coalizione del centrosinistra come candidata presidente. Vince sia nel 2013 che nel 2016. Alle ultime comunali è stata la dem più votata, ora la sfida più difficile, con una delega che fa tremare i polsi: gestirà il verde pubblico (e l’emergenza crolli) e la crisi dei rifiuti.

Trasporti

Eugenio Patanè

Zingarettiano, classe 1972, romano della Balduina, due figlie, oggi è presidente della Commissione Mobilità della Regione Lazio, incarico che dovrà lasciare per traslocare in Campidoglio. Vicinissimo a Gualtieri (condividono la passione per la chitarra), è l’uomo che ha scritto il programma dei trasporti per il sindaco in campagna elettorale. Il tema della delega lo conosce bene. Ha iniziato a fare politica da ragazzo, nel mondo dell’associazionismo a difesa del parco del Pineto. Nel 2006 il salto nelle istituzioni, come consigliere comunale dell’Ulivo sotto Veltroni, poi responsabile Mobilità del Pd Lazio, nel 2010 è stato eletto presidente del Pd romano. Per anni è stato l’uomo-ombra di Mario Di Carlo, ex presidente di Atac e Ama, come capo segreteria dell’assessorato alle Politiche della Casa della Pisana.

Turismo, Grandi eventi e Sport

Alessandro Onorato

Imprenditore del mondo del food, con due locali tra Roma e Milano, titolare di uno dei principali catering romani, è stato il coordinatore della lista civica di Roberto Gualtieri, che si è affermata come seconda forza della coalizione, col 5,4%, doppiando i due cartelli di sinistra. Sposato, due figlie, arriva nella sala dei bottoni del Campidoglio dopo una lunga gavetta in Assemblea capitolina: è stato consigliere di Roma Capitale dal 2008 al 2021, alle elezioni del 2013 e del 2016 è stato il front runner della lista civica di Alfio Marchini. «Ho fatto opposizione ad Alemanno, a Marino e alla Raggi - racconta - Spero che la politica torni a essere una cosa seria». Tra i nomi “blindati” del toto-giunta di Gualtieri, corteggiato per varie deleghe, alla fine otterrà un maxi-assessorato che tiene dentro Turismo, Grandi eventi e Sport (ha ottimi rapporti anche con il presidente del Coni, Giovanni Malagò). Deleghe chiave in vista delle sfide che attendono la Capitale, dal Giubileo del 2025 all’opportunità dell’Expo 2030.

Cultura

Miguel Gotor

Storico come Gualtieri, entra in giunta come “tecnico”, anche se non è certo la prima volta che si affaccia sulla ribalta politica: è stato uno degli ideologi del Pd bersaniano, nelle cui liste è stato eletto in Senato nel 2013. Poi il passaggio ad Articolo 1 di Speranza, che certo apprezza la sua nomina nella giunta di Roma, anche se il cartello della Sinistra al sindaco ha fatto altri nomi. Ma Gualtieri lo ha voluto in squadra comunque. Insegna al dipartimento di Studi letterari, filosofici e di storia dell’arte di Tor Vergata. Specializzato in storia della vita religiosa del ‘500, in particolare di eretici e inquisitori, e degli anni ‘70 del Novecento. In Parlamento è stato uno degli ispiratori della commissione d’inchiesta sul caso Moro, presieduta da Fioroni.

Urbanistica

Maurizio Veloccia

Ex mini-sindaco dell’XI Municipio (zona Portuense-Corviale), 43 anni, laureato in Ingegneria elettronica e master in gestione delle aziende sanitarie, prima della politica si è occupato di sistemi informativi e di comunicazione. L’elezione a presidente dell’XI è arrivata nel 2013 e si è interrotta dopo il dimissionamento di Marino da parte del Pd. Ha tentato la rielezione nel 2016, ma non ce l’ha fatta, in una tornata difficilissima per i dem romani, in cui Raggi aveva stravinto quasi ovunque. Molto legato a Zingaretti e ad Albino Ruberti, che dalla Pisana è appena passato in Campidoglio, è stato vice-capo di gabinetto del governatore. Candidato al Consiglio comunale, è stato uno dei recordman di preferenze, con 7.015 voti personali.

Commercio

Monica Lucarelli

Ingegnere, 49 anni, madre di tre figli e guai a ricordare nel suo excursus soltanto la presidenza dei Giovani imprenditori di Roma. Monica Lucarelli, eletta nelle file della lista Gualtieri (era la capolista), è stata scelta dal sindaco per guidare l’assessorato alle Attività produttive: sia perché viene dal mondo delle imprese sia perché è un esperta di It e di digitale. È direttrice generale di Ns12, una società informatica romana con oltre 200 dipendenti, ma ha lavorato, e sempre nel capo dell’It, anche per Fiat, Italo Treno, Amnesty International o il Comitato Promotore per Roma 2024. E pare proprio che la decisione di mettersi in gioco per la sua città sia nata «dopo il no ideologico della giunta Raggi» alle Olimpiadi. Tra gli obiettivi, semplificare le procedure per le aziende, valorizzare l’anima innovativa delle imprese (per esempio quelle delle cybersecurity) e rilanciare il brand di Roma.

Bilancio

Silvia Scozzese

“Signora del debito di Roma” (è stata una delle commissarie straordinarie che ha trattato con il Mef per l’altissimo passivo della Capitale), grand commis chiamata da Giuseppe Conte per sistemare le storture della Coesione, tra i massimi esperti delle finanze dei Comuni, tanto che Piero Fassino - quando presiedeva l’Anci - le sottoponeva tutti i dossier. Avvocato, giudice della Corte dei Conti, 55 anni, Silvia Scozzese torna in Campidoglio: è già stata assessore al Bilancio nella seconda giunta Marino. Anche perché c’è sempre il problema del debito di Roma da risolvere - a fine anno si chiude la gestione commissariale - o da coordinare al meglio i rapporti con il governo sul Pnrr (dossier sul quale è impegnata a Palazzo Chigi). Riservata ma sempre disponibile con tutti, chi la conosce racconta che nel 2015, quando si sposò, rinvio il viaggio di nozze per non lasciare il Campidoglio. Erano i giorni del Mondo di mezzo.

Scuola

Claudia Pratelli

Da poco quarantenne, natali senesi ma a Roma da quando aveva 18 anni, Claudia Pratelli (Roma Futura) è stata scelta da Roberto Gualtieri per guidare l’assessorato alla Scuola. Le stesse deleghe le ha avute, nella precedente consiliatura, nella giunta del III Municipio. Proprio nella Capitale, Pratelli si è laureata in Sociologia alla Sapienza, dove per anni è stata anche ricercatrice precaria. Tra le altre esperienze il ruolo di responsabile scuola università e ricerca di Sinistra italiana, attivista nella federazione dei lavoratori della conoscenza (Flc) della Cgil. Di sé racconta: «Da sempre mi impegno e mi appassiono di scuola, università e ricerca nelle associazioni, nei movimenti, nel sindacato». In prima linea contro il precariato, soprattutto nel campo delle ricerca, in campagna elettorale è stata appoggiata anche dall’ex ministro ed economista, Fabrizio Barca.

Sociale

Barbara Funari

Di politiche sociali Barbara Funari si è già occupata cinque anni fa al XIV Municipio. Ora con lo stesso incarico, assessore al Sociale, entra nella giunta Gualtieri, voluta su questa poltrona dal leader di Demos, Paolo Ciani. Dello stesso movimento nato intorno al mondo della comunità di Sant’Egidio, Funari è anche coordinatrice romana e prima dei non eletti di questa lista. Quarantasei anni, sociologa laureata alla Sapienza e un dottorato di ricerca in educazione sanitaria all’università di Perugia, da sempre è impegnata sul versante dell’inclusione degli ultimi. Negli anni, per esempio, ha guidato missioni in Africa per formare operatori sanitari, viaggiando e lavorando tra Mozambico, Malawi o Tanzania. Con Sant’Egidio, poi, si è occupata di minori a rischio al Quartaccio o a Primavalle così come nei campi profughi in Albania che ospitavano chi fuggiva dalla guerra del Kosovo.

I NOMI ANCORA IN BILICO

 

Patrimonio

Tobia Zevi

È stato il primo a scendere in campo alle primarie del Centrosinistra per la poltrona di sindaco. Poi dopo il plebiscito a Roberto Gualtieri si è messo a disposizione dell’ex ministro dell’Economia nella corsa al Campidoglio. Non ancora quarantenne, Tobia Zevi potrebbe essere una delle ultime sorprese della giunta Gualtieri: il tam tam lo dà al Patrimonio. Outsider della politica, che conosce bene anche grazie ai tanti incarichi nelle istituzioni, come quello nello staff di Paolo Gentiloni alla Presidenza del Consiglio. Fondatore dell’Osservatorio “Roma puoi dirlo forte”, presidente dell’Associazione di cultura ebraica Hans Jonas, in prima linea nel sociale, ha come passione la politica estera: è responsabile del Desk sulle Global Cities dell’Ispi

Periferie e Lavoro

Andrea Catarci

Sempre dall’esperienza nei Municipi, Gualtieri potrebbe pescare l’assessore che si occuperà di lavoro, formazione, periferie, inclusione sociale nel campo dell’immigrazione: è Andrea Catarci, che è stato presidente dell’VIII dal 2006 al 2016. Cinquantadue anni, della Garbatella e padre di due figli, quando può gioca a calcio o corre a fare il bagno al lago, Catarci è uno dei principali esponenti della lista Sinistra civica ecologista, che ha molto premuto sul sindaco per ottenere queste deleghe. Laureato in scienze politiche, ricercatore e formatore alla Link Campus University, nel suo curriculum rivendica «di avere svolto prima e dopo la laurea numerosi lavori precari nell’ambito del turismo, dei servizi alle imprese e della ristorazione», che l’hanno aiutato nel suo lavoro di formatore.

Lavori pubblici

Anna Donati

Tra i nomi del toto giunta è rispuntato quello di Anna Donati. Potrebbe andare ai Lavori pubblici. Prossima ai 62 anni, un figlio, è entrata nel radar di Roberto Gualtieri e dei partiti della sua coalizione anche perché nel suo curriculum c’è il ruolo di portavoce della nuova Alleanza per la mobilità dolce. Che è un pezzo importante della città dei 15 minuti al centro del programma di Gualtieri e che vede nelle bici, nelle reti ferroviarie alternative o nei camminamenti turisti importanti leve per la mobilità. Lungo anche il suo cursus honorum: è stata eletta alla Camera e in Senato per i Verdi, presidente della commissione Lavori pubblici, assessore ai Trasporti a Bologna e a Napoli e membro del cda di Ferrovie.

 
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