Sequestrati e rapinati in casa: «Diceva: zitti o vi uccido. Un inferno in mezz’ora»

L’ipotesi del basista: «Non è la domestica non conosceva l’esistenza delle casseforti»

di Mirko Polisano
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Sabato 9 Dicembre 2023, 00:26 - Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 14:33

«Avevo chiesto a mio marito di andare a prendere l’albero di Natale per poterlo allestire in vista del giorno dell’Immacolata, quando ha suonato il campanello dopo pochi minuti ho detto alla governante: “si sarà dimenticato qualcosa”. E invece siamo stati subito aggrediti, senza neanche il tempo di pensare. Mi dicevano: “se urli, ti uccido”. Erano in tre. Una furia di violenza inaudita. Avevano l’accento straniero e uno è stato chiamato anche per nome». È il racconto che la moglie dell’imprenditore sequestrato e rapinato a Ostia, ha fatto ai carabinieri che indagano sull’episodio in stile “Arancia Meccanica” avvenuto giovedì mattina sul litorale di Roma. La donna ha dato la sua versione dei fatti ai militari che anche ieri l’hanno ascoltata insieme al marito sia per la ricostruzione della dinamica che per una prima stima della refurtiva che ammonterebbe a circa 200mila euro. 

La banda di idraulici che colpisce gli anziani vicino Roma, prima il “lavoro” poi il ritorno a casa: via soldi e gioielli

LA RICOSTRUZIONE

«Non è soltanto il valore economico - ha ribadito la donnaA - ma anche quello affettivo.

C’erano gioielli a cui ero molto legata. Ci hanno portato via tutto, perfino i passaporti». L’anziana è molto scossa, chiusa in casa con la figlia e il marito con cui è uscita per recarsi in caserma dai carabinieri, e ripercorre gli attimi terribili delle violenze. Un’azione-lampo di poco più di venti minuti, come se i banditi fossero andati a colpo sicuro e soprattutto sapessero dove mettere le mani. «Non finivano più - ha rivelato la donna agli inquirenti - avevano coltelli e armi puntati contro di noi. A me hanno colpito al volto con un pugno. Avevano un accento dell’est-Europa ma proprio non sappiamo come possano essere arrivati a noi». Nell’anti-bagno trovate tracce di sangue. L’ipotesi che resta più in piedi è quella del basista. Qualcuno che possa essersi “venduto” la soffiata per il colpo. Perché il “commando” sapeva della presenza delle due casseforti. «Eppure - ha precisato la donna agli investigatori - di questo non ne era a conoscenza nemmeno la nostra governante». Per la manutenzione dell’attico la coppia si avvaleva di diversi professionisti: dai giardinieri agli ex collaboratori. E le telecamere davanti all’ingresso? Da quanto trapela, qualcuno potrebbe averle oscurate utilizzando della schiuma. Un agguato studiato nei minini dettagli, un colpo da professionisti. La banda, poi, si sarebbe dileguata in direzione lungomare e sulle sue tracce ora ci sono i carabinieri del Gruppo Ostia che ieri hanno acquisito le telecamere del vicino pub che avrebbero ripreso qualcosa. Resta anche il “giallo” del passamontagna. I ladri sarebbero entrati nel palazzo, dove poi hanno atteso il pensionato senza avere il volto travisato. Lo avrebbero calzato in un secondo momento, proprio poco prima dell’arrivo dell’uomo. L’imprenditore, con accanto la figlia, ieri ha rassicurato sulle sue condizioni di salute: «Voglio solo dire che ora sto bene», ha commentato. 

LE INDAGINI

Intanto, ieri mattina i carabinieri si sono recati nel bed&breakfast presente all’interno dello stabile e hanno fatto verifiche a 360 gradi sulle persone che nei giorni scorsi sono state ospiti della struttura. Il sospetto è che qualcuno possa aver soggiornato nei giorni o nelle settimane precedenti per fare sopralluoghi o appostamenti.

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