Willy Monteiro, per la procura è omicidio volontario: «Violenza sproporzionata, colpi mortali alla vittima indifesa»

Willy Monteiro, per la procura è «omicidio volontario» «Testimoni della difesa inattendibili»
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Giovedì 4 Febbraio 2021, 16:07 - Ultimo aggiornamento: 18:59

Omicidio volontario e non preterintenzionale. «Tutti gli elementi conducono naturalmente a ritenere che i quattro indagati non solo avessero consapevolmente accettato il rischio di uccidere Willy Monteiro, ma colpendolo ripetutamente, con una violenza del tutto sproporzionata alla volontà di arrecargli delle semplici lesioni, avessero previsto e voluto alternativamente la morte o il grave ferimento della vittima».

È quanto scrive il gip di Velletri Giuseppe Boccarrato nell'ordinanza che integra e aggrava il provvedimento di misura cautelare nei confronti dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo di 21 anni ucciso in seguito a un pestaggio a calci e pugni a Colleferro lo scorso settembre. Su richiesta della procura, l'imputazione passa da omicidio preterintenzionale a volontario.

«Tutti gli elementi confortano senza possibilità di dubbio la qualificazione del fatto in quanto, per la modalità dell'azione, realizzata da più persone coordinate, per la localizzazione e violenza dei colpi, inferti in più parti vitali - si legge nell'ordinanza - per le condizioni in cui versava la vittima, colpita alla sprovvista nella prima fase e poi addirittura quando si trovava inerme in terra nella seconda, e per l'esperienza nelle tecniche di combattimento dei fratelli Bianchi e del Belleggia, va senza dubbio esclusa la condizione minima per contestare l'omicidio preterintenzionale, ovvero la divergenza assoluta tra il risultato voluto e quello effettivamente realizzato».

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Ad avvalorare l'accusa più grave dell'omicidio volontario, per il gip, anche le dichiarazioni dei testimoni. «Gli informatori sentiti nel corso delle indagini confermavano che Willy veniva aggredito nonostante fosse del tutto estraneo alla discussione in corso tra Belleggia e gli amici di Zurma, sicché i quattro indagati nel colpirlo e infierendo con crudeltà su un ragazzo inerme, erano animati semplicemente - sottolinea il gip - dalla volontà di dimostrare la forza del proprio gruppo».

Contestate anche l'aggravante dei futili motivi e delle percosse inferte al giovane mentre era a terra.

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 A meno di un mese dai tempi canonici per la chiusura delle indagini e le eventuali richieste di rinvio a giudizio, si è spianata la strada per un processo in corte d'assise che, eventualmente, si celebrerebbe in tribunale a Frosinone

Il 21enne italo capoverdiano residente a Paliano, è stato ucciso a Colleferro nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020, pestato da alcuni giovani. Per la sua morte, alcune ore dopo, i carabinieri hanno arrestato 4 persone: i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia. I primi tre sono agli arresti in carcere mentre Belleggia è ai domiciliari.

Ufficialmente la magistratura inquirente si era già espressa sulla volontarietà dell'omicidio, ma agli imputati la contestazione ufficiale restava quella dell'omicidio preterintenzionale, un reato meno grave, che avrebbe mantenuto aperta la possibilità a riti alternativi e, di conseguenza, a possibili sconti di pena. 

 

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