Willy Monteiro, l’allenatore che allontanò i fratelli Bianchi: «Troppo violenti e senza regole»

Willy Monteiro, l’allenatore che allontanò i fratelli Bianchi: «Troppo violenti e senza regole»
di Alessia Marani e Camilla Mozzetti
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Mercoledì 9 Settembre 2020, 00:04 - Ultimo aggiornamento: 12:08

I fratelli Bianchi? Sì li conosciamo. Ma qui, nella nostra palestra, ha messo piede solo il primo, Gabriele, e per un anno appena. Era il 2018 poi lo abbiamo gentilmente invitato a lasciarci; all’altro, a Marco, il più piccolo non lo abbiamo tesserato». Perché? «Perché tutti sapevano qui in paese e nell’area dei Castelli romani che sono violenti che, insomma, non rispettano i principi veri del pugilato e delle arti marziali che non prevedono attacchi ma lealtà e difesa». Feuda, istruttore di pugilato dal 1988 è uno degli allenatori della palestra Volsca, un dei più noti centri di boxe dei Castelli.

 

Willy Monteiro, il mistero delle telefonate ai fratelli Bianchi di 2 amici in piazza

ROMA Ci sono almeno altre due persone che hanno visto cosa è accaduto nella notte di sabato, quando Willy Monteiro Duarte è stato ucciso a calci e pugni. E sono amici degli indagati, altri ragazzi che sostengono di avere telefonato loro ai fratelli Marco e Gabriele Bianchi, perché tornassero in piazza Santa Caterina, dove il loro gruppo era coinvolto nella rissa che sarebbe costata la vita a Willy.


L’ALLONTANAMENTO Risponde al telefono e spiega subito che quella di «Gabriele Bianchi è stata una parentesi». Iscritto non gradito per tanti motivi: «Le chiacchiere del Paese - prosegue Feuda - dove tutti ci conosciamo ma soprattutto per il modo che aveva di approcciarsi alla boxe: non mi piaceva. Noi qui insegniamo ai ragazzini altri valori insiti nel pugilato, lui saltava gli allenamenti, arrivava in ritardo, si applicava come voleva lui e per me questo era impensabile». Da qui l’allontanamento: «Dagli allievi pretendo un determinato atteggiamento, non uscire la sera, non fare tardi, ma Gabriele non seguiva tutto ciò, aveva il classico atteggiamento da bullo e quindi lo abbiamo fatto desistere, dicendogli di smetterla di allenarsi da noi». La palestra Volsca si trova in fondo a un passo carrabile al centro di Lariano, cittadina di cui è originaria la mamma dei due fratelli pugili appassionati di Mma - le arti marziali miste che prevedono il combattimento misto con calci e pugni - fratelli ora accusati dell’omicidio del giovane Willy Monteiro Duarte in concorso con due loro amici. Di fronte ci sono la chiesa e i giardinetti in cui si ritrovano anziani e giovanissimi. Quando a qualcuno chiedi: «Conosci i Bianchi?», si guardano tutti, chi più chi meno, risponde «non so», «io mi faccio i fatti miei», «meglio non parlarne». Quando dalla Volsca i due fratelli Bianchi, Gabriele sopratutto perché Marco di fatto non si è mai allenato, sono stati invitati a «rivolgersi altrove», come ricorda anche la segretaria hanno fatto tappa in un’altra palestra non lontana: la Millennium, sempre a Lariano, a due passi dalla loro casa nelle campagne di Artena. Alla Volsca rimandano a un comunicato ufficiale della Federazione pugilistica italiana che, proprio l’altro giorno, ha pubblicato una nota con riferimento a Gabriele Bianchi. La Fpi ha in effetti reso noto come uno dei quattro aggressori fosse stato tesserato, per un breve periodo, e fino al 2018, «ma da allora - scrivono i vertici federali - non ha più avuto a che fare, sotto qualsivoglia forma, con il movimento pugilistico nazionale. A questo personaggio - conclude il documento - sarà interdetta sine die la possibilità di tesserarsi con la Fpi e di iscriversi/allenarsi presso tutte le Asd/Ssd (società sportive, ndr) a essa affiliate».

 
 


«PERSONAGGI VIOLENTI» Chi ha avuto modo di incrociare Bianchi alla Volsca e di conoscere anche Marco non ha dubbi: «Sono personaggi violenti, temuti, e quel che più fa rabbia è che da certi giovanissimi siano persino osannati perché ostentano muscoli, bellezza, denaro, hanno tutto e subito». Sebbene vivano ad Artena i due ragazzi, 26 e 24 anni, hanno frequentato soprattutto Lariano e Velletri. Qui sono stati visti spesso in giro in compagnia di pregiudicati, una coppia di fratelli gemelli, già arrestati per avere pestato e rapinato coetanei indifesi. Ieri i Bianchi sono stati interrogati dal gip in carcere e hanno dichiarato di non avere colpito Willy quella notte. Marco Bianchi nella sua attività di boxeur nella Mma fece parlare di sé nel dicembre del 2019 in occasione di uno dei match a cui partecipò come professionista per un evento di Arena 27 a Roma contro lo sfidante Giordano Spalletti, atleta della Legio’s team del campione internazionale e star della tv Alessio Sakara. Lo mise ko, ma l’esultanza fu decisamente scomposta. Sul ring salirono i suoi amici, la sua “gang”, a umiliare e a farsi selfie mentre l’altro atleta era a terra stordito. Un episodio che finì in rissa, con Sakara che sebbene non fosse all’angolo ma sugli spalti, fu costretto a salire sul “quadrato” per calmare gli animi e difendere il suo atleta messo a terra e umiliato. 

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