Spada, festa con fuochi d'artificio il capoclan ai domiciliari: intervengono i carabinieri e lo riportano in carcere

Fuochi d'artificio per i domiciliari di Vittorio Spada, rappresentante dell'omonimo clan di Ostia: i carabinieri lo riportano in carcere
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Mercoledì 21 Aprile 2021, 18:22

Fuochi d'artificio e botti per accogliere il rientro a casa di Vittorio Spada, nome di primo piano del clan omonimo di Ostia. Lo ha aspettato così, con una vera e propria festa a lui dedicata, la comunità rom del quartiere di San Lazzaro nella città di Isernia, dove Spada avrebbe dovuto scontare ai domiciliari una condanna a sette anni di carcere. I festeggiamenti, partiti con il botto, hanno sorpreso tutta la città e l'iniziativa non è passata inosservata neanche alle forze dell'ordine che arrivati sul posto hanno immediatamente rispedito il detenuto nel carcere di Rebibbia, a Roma. Spada era rientrato ad Isernia dal carcere di Frosinone condannato per reati di associazione per delinquere di stampo mafioso.  

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Spettacoli pirotecnici e cena prelibata

I militari dell'Arma sono arrivati sul luogo della «festa» quando era ormai quasi tutto finito, ma non le sorprese. I carabinieri, che erano a conoscenza dell'arrivo di Spada, hanno infatti eseguito un controllo nell'abitazione dove il capoclan avrebbe dovuto scontare la condanna e lo hanno trovato impegnato in una cena che gli stessi investigatori hanno definito «sontuosa», assieme ai suoi familiari. Dalle indagini è emerso che i fuochi pirotecnici ed il banchetto erano stati organizzati proprio per richiamare l'attenzione del quartiere e della città in occasione dell'arrivo di Spada. I carabinieri hanno quindi segnalato il tutto all'autorità giudiziaria. È stata la Corte d'Assise d'appello di Roma a ordinare la revoca degli arresti domiciliari e a disporre la custodia nel carcere di Rebibbia. Dove Spada è stata accompagnato ieri.

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Vittorio Spada come Vittorio Casamonica

La vicenda di Isernia ricorda, per il clamore suscitato, l'episodio dei funerali show organizzati nell'agosto del 2015 in onore di Vittorio Casamonica, boss del gruppo criminale imparentato proprio con gli Spada. Un vero e proprio evento con tanto di feretro trasportato a bordo di una carrozza trainata da cavalli e la musica del «Padrino» ad accompagnare il corteo funebre. All'esterno della chiesa di Don Bosco, nel quartiere Tuscolano a Roma, venne appeso un manifesto con la scritta «Re di Roma», insieme a un fotomontaggio raffigurante il Colosseo accanto alla Basilica di San Pietro e l'immagine dell'uomo vestito di bianco con un crocifisso. In cielo un elicottero da cui venivano lanciati petali di fiori. 

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