Virgilio, scatta l'occupazione: protesta contro una docente

Lunedì 2 Dicembre 2019 di Marco Pasqua
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Era da circa un mese che gli studenti ribelli del collettivo erano alla ricerca di un casus belli che offrisse loro l'opportunità per occupare la loro scuola. Alla fine, dopo assemblee, chat su whatsapp, confronti anche serrati, il blitz è scattato ieri pomeriggio poco dopo le 17. A un anno di distanza, quindi, si ripete un copione già visto: una minoranza di giovanissimi - meno di 100 - prende possesso dell'istituto, bloccando di fatto il regolare svolgimento delle lezioni.L'occupazione è avvenuta presumibilmente attraverso una finestra o una porta che hanno consentito ai ragazzi di raggiungere il cortile interno, intonando poi cori di vittoria. Ma qual è il casus belli che ha portato il collettivo a interrompere i corsi?

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LA CHIAMATA AL 112
A finire nel mirino dei rivoltosi è la docente che venerdì mattina ha chiamato il 112 chiedendo l'intervento delle forze dell'ordine per permettere a tutti gli studenti di entrare regolarmente a scuola. Il collettivo infatti - come raccontato ieri da Il Messaggero - aveva dato vita a un picchetto in via Giulia per invitare gli alunni a partecipare al corteo per l'ambiente. «Volevo andare a scuola e mi sono preso i loro insulti», ha denunciato uno studente che è stato affrontato dai giovani del collettivo. Di fronte a quel sopruso una professoressa ha chiesto l'intervento della forza pubblica. Sul posto sono arrivati polizia e carabinieri che hanno riportato la tranquillità.
 

 

Nelle settimane precedenti, inoltre, erano state organizzate delle manifestazioni di protesta contro uno spazio, vicino al liceo, ora utilizzato dal noto parking di via Giulia: «Rivolgiamo il campetto, aspettatevi le nostre mobilitazioni», avevano scritto sui social gli studenti. Ma dopo il picchetto di venerdì, la decisione di indire ieri pomeriggio alle 16 un'assemblea, alla quale hanno preso parte appena 100 studenti su un totale di quasi mille. «Il fatto che quest'anno a Roma non ci siano state occupazioni di rilievo, durate più di qualche ora - dichiara Mario Rusconi -, presidente dell'associazione Nazionale presidi di Roma e del Lazio - dimostra che questa forma di protesta rappresenta ormai l'archeologia. Neanche gli studenti credono più che interrompere le lezioni serva a qualcosa». Ieri pomeriggio, subito dopo il blitz degli alunni, la preside si è recata in via Giulia e - secondo quanto si apprende - sporgerà denuncia alle forze dell'ordine. «E' importante che le autorità scolastiche - sottolinea Rusconi - chiedano esplicitamente lo sgombero della scuola per ripristinare immediatamente la legalità».
 

 

Ultimo aggiornamento: 09:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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