Roma, Raggi cerca vigili "fisicati": messi al bando gli agenti sovrappeso

Roma, salti in alto e piegamenti: Raggi cerca vigili "fisicati"
di Lorenzo De Cicco
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Sabato 5 Settembre 2020, 01:07 - Ultimo aggiornamento: 07:32

Chissà se Virginia Raggi si presenterà di persona in pista, col fischietto pronto a trillare al primo aspirante pizzardone che si accascia durante la batteria di piegamenti, modello Marines. Certo è che la sindaca, alla linea dei caschi bianchi, non proprio famosi per la silhouette da Rambo, ci tiene eccome. E anche se ai più le priorità della Capitale parranno altre - fra alberi che capitombolano sulle auto in corsa, voragini che si aprono sulle strade slabbrate, bus flambé e “scippi” di agenzie internazionali (vedi l’ultimo caso, il Tribunale dei brevetti per cui il governo candida Milano) - la grillina ha dato l’input agli uffici: basta agenti in sovrappeso. Nel nuovo concorsone dei caschi bianchi, ecco le prove di corsa, salto in alto e flessioni. 

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TAGLIE FORTI
Questione nota, quella dei chili di troppo che fanno debordare i cinturoni con le pistole d’ordinanza dei vigili di Roma. Anche perché l’età media, alla Municipale, è alta: scavalla ampiamente i 52 anni. Non a caso negli ultimi anni il Corpo ha dovuto ordinare nuove uniformi proprio per «variazioni di taglia», come si legge nelle carte degli appalti. Versione cortese per dire che molti agenti avevano appeso le scarpe da corsa al chiodo e toccava quindi rimediare con le divise extra-large. Oppure ricorrendo a tuta e jeans, indossati sotto ai fratini catarifrangenti, poco amati dall’ex comandante Antonio Di Maggio e pure dall’attuale ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, che difatti a gennaio, durante un convegno, strigliò il Comune: «Noto - disse - che a volte gli agenti della Polizia locale preferiscono andare in servizio in abiti civili, ma l’uniforme è utile per migliorare la percezione della sicurezza, pensiamo anche solo all’effetto della presenza fissa dei soldati». Sempre che dalla divisa non saltino i bottoni, appunto.

IL BANDO

In vista del nuovo concorso che dovrebbe arruolare 500 agenti entro l’inizio del 2021, Raggi allora ha voluto dichiarare guerra alle taglie forti. Almeno tra le nuove reclute. Nel bando che stanno spulciando in questi giorni gli aspiranti vigili, ecco apparire, tra la prova scritta e quella orale, l’esame di «efficienza fisica». Che prevede, per i maschi, una «corsa di 800 metri piani da compiersi nel tempo massimo di 4 minuti», poi il «salto in alto di una altezza di 105 centimetri da superarsi in un massimo di tre tentativi». E ancora: «15 piegamenti sulle braccia continuativi». Per le «candidate di sesso femminile» i piegamenti sono 7, il salto è di 90 centimetri e il traguardo degli 800 metri si può raggiungere in 5 minuti. 

LA NOVITÀ
Altolà ai lassismi: sulla gagliardia ginnica dei nuovi pizzardoni non ci saranno deroghe. «Il mancato superamento anche di una delle tre attività sopra descritte - annota il bando - comporterà la non ammissione dell’aspirante al prosieguo del procedimento selettivo». Arrivi a 14 piegamenti e mezzo? Addio al distintivo (e al blocchetto delle multe). In altre parti d’Italia la prova sulla tenuta fisica dei caschi bianchi già esiste da qualche anno, dal Friuli alla Campania. Ma a Roma è una novità: nell’ultimo concorso, quello del 2010, ai candidati bastava presentare «un certificato medico rilasciato da un ufficio di medicina legale dell’azienda sanitaria locale», come si legge nel vecchio bando. «E anche prima - spiega l’ex assessore al Personale, Enrico Cavallari, in carica proprio nel 2010 - era sempre andata così». Ora si cambia: sperando che lo scatto sul rettilineo aiuti i novelli pizzardoni, quando entreranno in servizio, a rincorrere i venditori abusivi di paccottiglie che già hanno ripreso a molestare i turisti, quei pochi di ritorno, vicino ai monumenti. Senza accontentarsi del fischietto.
 

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