ROMA

Coronavirus Roma, troppi dubbi sul decreto. I vigili tra piazze e mercati: oggi il blitz sulle spiagge

Sabato 14 Marzo 2020 di Francesco Pacifico
Mercato rionale al Flaminio con ingressi numerati
Norme che si contrappongono, eccezioni e troppe interpretazioni in punta di diritto da fare. Che possano insorgere problemi nell’applicazione del decreto anti coronavirus “io resto a casa”, lo ha notato anche il corpo della Polizia municipale capitolina. In una circolare interna dell’Unità operativa Studi e applicazione Normativa, si legge infatti che - partendo dall’ultimo dpcm - «le nuove misure si aggiungono e in parte sovrappongono, rendendole incompatibili», con quelle dei decreti dell’8 e del 9 marzo, oltre alle ordinanze regionali e comunali. «I casi dubbi sono molti e non è sempre possibile al momento offrire una soluzione certa ad ogni interrogativo». Come devono comportarsi allora i vigili? Tenendo conto che «siamo tutti in una situazione non facile», «ogni caso di dubbia od incerta riconducibilità dell’attività in osservazione» , va risolto «facendo ricorso ad un criterio di tutela dell’interesse protetto dalle norme», per prevenire «ogni forma di aggregazione di persone possibile causa di contagio». Tradotto, bisogna essere poco duttili pur di evitare gli assembramenti. In attesa di nuovi chiarimenti sull’applicazione del decreto, emblematico quanto avvenuto ieri nei mercati rionali. In alcuni casi, come all’Abetone e alla Garbatella, gli agenti li hanno chiusi, scatenando le ieri delle associazioni di categoria, con la Cna in testa. 
 
L’assessore al Commercio, Carlo Cafarotti, ha dovuto fare una circolare per ricordare che possono restare aperti soltanto i banchi alimentari, in strutture al chiuso, dove ogni singola attività è delimitata da transenne e all’esterno del perimetro c’è personale in grado di centellinare gli ingressi. Off limits, quindi, chi non rispetta queste condizioni, anche se al chiuso, e tutti i mercati in strada o i furgoncini. «Sui 142 mercati romani - nota il segretario romano della Cna Stefano Di Niola - 65 ricadono nel provvedimento di chiusura. Non vogliamo sembrare insensibili alla salute pubblica, ma il decreto dice altro. Poi la perdita di fatturato stimata per i banchisti romani è di circa un milione e mezzo di euro al giorno». 

Intanto, nella stessa circolare, viene indicato la sospensione di tutte le attività commerciali al dettaglio, eccezion fatta per generi alimentari (dalle salumerie agli ipermercati) e di prima necessità, e artigianali. Anche nei centri commerciali. Aperti, garantendo la distanza minima di un metro, anche edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie, negozi di informatica, benzinai, ferramenta, articoli igienico-sanitari. In funzione i servizi di ristoro degli autogrill, delle stazioni e degli aeroporti. Per effettuare i controlli (giovedì ne sono stati effettuati 10mila, sanzionando 5 persone) pattuglie in tutti municipi, nei mercati e nelle zone della movida, lasciando però i presidi in aree nevralgiche come Fontana di Trevi o Termini. Rafforzati, con blitz, i controlli anche sul litorale. Intanto Cgil, Cisl e Uil hanno addirittura diffidato la polizia locale capitolina dal mandare in giro gli agenti senza mascherine.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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