Scuola Sinopoli di via Mascagni a Roma chiusa per la variante brasiliana: tamponi a prof e studenti

Scuola Sinopoli di via Mascagni a Roma chiusa per la variante brasiliana: tamponi a prof e studenti
di Camilla Mozzetti
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Mercoledì 24 Febbraio 2021, 00:01 - Ultimo aggiornamento: 10:26

La paura si legge negli sguardi dei passanti di via Mascagni, quartiere Salario-Africano, «Un’altra scuola che chiude per la variante», ma stavolta è la brasiliana ancor più contagiosa di quella inglese e temuta maggiormente perché pare sia capace di “bucare” la copertura dei vaccini. «Certo che siamo spaventati», spiega la mamma di un alunno della scuola media Sinopoli che dal 24 febbraio sarà chiusa con indagini a tappeto e tamponi molecolari disposti dall’Asl Roma 1 su docenti e ragazzi. 

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Ma cosa è successo? Perché la scuola media Sinopoli chiude? È qui che è stata isolata la variante brasiliana? No. Le ragioni vanno ricondotte all’altro plesso che fa parte dell’Istituto comprensivo “Sinopoli-Ferrini” ovvero quello che in via di Villa Chigi, distante meno di due chilometri, ospita la scuola materna e l’elementare. Da qui è nato il cluster ed è qui che è stata accertata la variante brasiliana in una docente - «link con l’Umbria», fa sapere l’assessorato regionale alla Sanità - oltre a due positività a quella inglese e ad altri sette contagi tra gli alunni. Dagli accertamenti dell’Asl Roma 1 è emerso il contatto tra le due scuole per un link familiare. Uno dei positivi della Ferrini è parente di un alunno della scuola media Sinopoli la cui classe è già in quarantena da 14 giorni. Perché i risultati delle varianti sono arrivati tra sabato e ieri mattina ma i positivi erano già in isolamento da due settimane. «Molte famiglie hanno i figli iscritti in entrambi i plessi - spiega la preside Annunziata Di Rosa - e l’Asl Roma 1 ha disposto la chiusura della scuola media a scopo precauzionale in modo da poter svolgere lo screening su tutta la comunità».

 



Già da martedì l’Asl ha iniziato ad eseguire i tamponi molecolari agli insegnanti e ai collaboratori «Poi - prosegue la dirigente - si passerà agli alunni» che, compresi anche quelli della Ferrini, sono 1.500. Ci vorranno non meno di 5 giorni. «La didattica anche a distanza - conclude la preside - è sospesa ma contiamo di attivarla quanto prima e di poter tornare presto a scuola», ma sul quando dovrà decidere l’Asl anche in base all’esito dei tamponi.

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Intanto oltre alle lezioni si fermano anche le attività sportive di alcune società del quartiere e gli allenamenti di pallavolo che si tenevano due volte a settimana nel cortile della scuola. I genitori sono preoccupati «Non esserlo sarebbe da irresponsabili - spiega il presidente del consiglio di Istituto Michele Vezzani - ma siamo fiduciosi, ci auguriamo che in questi giorni le famiglie adottino un particolare riguardo perché se anche la scuola è chiusa i ragazzi non sono in isolamento». Per le strade del quartiere invece lo stato d’animo è diverso: «Quell’istituto è frequentato dai figli di tantissimi residenti di zona - spiega Patrizia all’angolo con viale Somalia - speriamo che il virus non dilaghi». Sul fronte dei contagi regionali, ieri nel Lazio i nuovi casi sono tornati a crescere (889 casi) anche in ragione dell’aumento dei tamponi. Diminuiscono i ricoveri e le terapie intensive ma aumentano i decessi: 33 (più 9 su lunedì). 

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