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Vaccini Lazio, Andreoni: «Subito dosi ai giovani, o sarà un’estate a rischio. Seconda iniezione anche a 21 giorni»

Vaccini Lazio, Andreoni: «Subito dosi ai giovani, o sarà un’estate a rischio. Seconda iniezione anche a 21 giorni»
di Camilla Mozzetti
4 Minuti di Lettura
Venerdì 4 Giugno 2021, 00:13

Non ha dubbi Massimo Andreoni, primario di Tor Vergata e direttore della Società italiana di malattie infettive: «I giovani vanno vaccinati subito». Già pensare di arrivare a somministrare la prima dose a un 12enne dopo il 15 giugno significa in parte essere in ritardo: «Siamo già troppo in là». Perché a gravare sull’immunizzazione di questo target ci sono le “ferie estive” quando - a condizioni correnti - il mese d’agosto sarà sicuramente usato per i richiami.

 

Professor Andreoni, dal 15 giugno le famiglie potranno prenotare un appuntamento dal pediatra o dal medico di famiglia. Ma questo non significa partire a metà mese con le punture. Una data certa per lo “start” ancora non c’è. Siamo in ritardo?
«La campagna sui giovani deve essere avviata rapidamente e mi riferisco alle somministrazioni. Si dovrebbe partire a metà mese già con le iniezioni perché dobbiamo calcolare i tempi per il richiamo e si rischia di arrivare ad agosto con molti giovani che non si troveranno a casa. Questo potrebbe comportare una rinuncia a monte della vaccinazione perché la seconda dose coinciderebbe con il periodo in cui una larga parte di famiglie sono fuori».

Quindi? Cosa bisognerebbe fare?
«Accelerare il più possibile la campagna sui giovani che molto probabilmente in numero elevato non saranno a casa nel mese di agosto. Il richiamo per gli adulti in estate può essere diverso: molti saranno rientrati dalle ferie ad esempio ma per i ragazzi questa certezza non si può avere e dunque l’avvio delle vaccinazioni e non solo delle prenotazioni deve partire il prima possibile».

Per questi ragazzi dai 12 ai 16 anni è indicato il vaccino Pfizer che ha un richiamo a 42 giorni. È inevitabile impegnare il mese di agosto per le seconde dosi.
«Dobbiamo chiarire che il richiamo a 42 giorni è la scelta preferita ma non significa che non si può tornare a 21 giorni. Il consiglio che mi sento di dare è quello di prevedere la seconda dose anche in funzione delle esigenze del singolo».

Paradossalmente non sarebbe meglio iniziare a vaccinare a fine luglio per prevedere i richiami poi a settembre, prima dell’avvio dell’anno scolastico?
«Potrebbe essere un’alternativa ma potrebbe però esserci un’affluenza tale da non riuscire a somministrare a tutti la prima dose».

E allora? Come se ne esce?
«Abbiamo due finestre: entro il primo luglio vaccinare il più possibile prevedendo una riduzione sui tempi dei richiami e riportarli a 21 giorni e poi la seconda finestra, per chi sarà vaccinato da metà luglio a fine mese, con il richiamo a 42 giorni e quindi a fine agosto inizio di settembre. È chiaro che è facile a dirsi e più difficile a farsi perché i vaccini si accumulano: quelli di prima dose con le seconde somministrazioni però per la campagna sui giovani servirebbe un minimo di elasticità in più sui tempi dei richiami».

Alla fine dei conti quanto è importante vaccinarli?
«Molto. Perché è la categoria che permette al virus di continuare a circolare. I giovani sono stati una parte importante sul mantenimento dell’epidemia; anche gli ultimi dati mostrati dall’Istituto superiore di sanità fanno vedere come nella classe più giovane la circolazione per incidenza è stata rilevante e tutti sappiamo come i giovani abbiano facilmente portato il virus dentro casa». 

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