Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Turisti romani intossicati nel camping a Trevi, l'ipotesi del bagno nel fiume

Turisti romani intossicati nel camping a Trevi, l'ipotesi del bagno nel fiume
di C.R.
3 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Agosto 2022, 06:31

Ferragosto da dimenticare per una cinquantina di turisti - di cui molti romani - che avevano deciso di passare il lunedì di festa a Trevi Nel Lazio, in provincia di Frosinone. L'allarme è partito dal campeggio Le Molette, quando la sera del 15 agosto una persona dopo l'altra sono state colte da dissenteria, vomito, dolori addominali. «All'inizio eravamo in 4-5 a sentirci male - ha riferito un uomo di Anagni, al campeggio quel giorno - poi i casi si sono moltiplicati, e la direzione del camping ha chiamato l'assistenza sanitaria». Ambulanze, elicotteri e un viavai di gente ai pronto soccorso del Frusinate, proprio a partire da quelle 6-12 ore dal pranzo di Ferragosto che subito hanno fatto pensare, per il suo tempo di incubazione, al batterio della salmonella.

Turisti intossicati, la testimonianza

Tra i villeggianti che si sono sentiti male c'è anche un bambino. «È successo la sera dopo il rientro da Trevi - ha spiegato la famiglia - Il medico dell'ospedale ha detto che si è trattato di gastroenterite». La madre di un altro ragazzo, a Trevi per trascorrere il Ferragosto con gli amici, ha raccontato: «Il padre di uno dei suoi amici mi ha detto che il figlio era stato male tutta la notte dopo Ferragosto, e ieri altri del gruppo di mio figlio hanno avvertito sintomi simili». Nonostante la pista della salmonella, i carabinieri della Procura di Frosinone e i militari del Nas stanno ancora svolgendo accertamenti mirati. Su alcuni referti, in effetti, si legge che molti turisti hanno bevuto «acqua dalle fontanelle del campeggio».

 

Ma la titolare Rossana Sangiorgi rende noto che «il campeggio ha una sua rete idrica interna potabile» collegata a una rete pubblica, e che quindi non si può pensare a un'intossicazione legata all'acqua della struttura. Piuttosto, suggerisce di indagare su un tratto del fiume Aniene che scorre all'interno di Le Molette, perché «solo alcuni di quelli che si sono sentiti poco bene - riferisce - erano ospiti del campeggio; molti si trovavano nella zona, ma fuori dalla nostra struttura». Forse qualcuno dei villeggianti si è rinfrescato nel fiume, nonostante il divieto di balneazione e di utilizzo dell'acqua dell'Aniene posto all'interno della struttura. Qualche anno fa era già capitato un episodio simile, quando i disturbi avevano colpito un gruppo scout che si trovava nella stessa zona. Una circostanza che lascia da pensare, e richiede quantomeno di indagare più a fondo sul tratto di fiume che bagna Trevi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA