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Roma, boom di turisti a Pasqua: i locali fanno il pieno. Incassati 22 milioni. «Siamo tornati al 2019»

Nella Capitale oltre 450mila visitatori e un romano su tre è rimasto in città

I locali fanno il pieno: incassati 22 milioni. «Siamo tornati al 2019»
di Flaminia Savelli
4 Minuti di Lettura
Martedì 19 Aprile 2022, 00:20 - Ultimo aggiornamento: 20 Aprile, 09:06

Incassi record nel week end di Pasqua per bar e ristoranti. I locali, che avevano segnato già il tutto esaurito con le prenotazioni, “respirano” per la prima volta dallo scoppio della pandemia. Dal centro alla periferia della capitale, gli incassi hanno toccato i 22 milioni di euro. Il primo record stagionale della ripresa. Che sale ancora, a 27 milioni di euro, se si allarga a tutte le attività della ristorazione del Lazio. Numeri dunque che fanno ben sperare gli imprenditori che ora puntano all’estate.

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IL RITORNO DEI TURISTI

«Non ci aspettavamo un risultato così importante ma le prenotazioni e le grandi tavolate per Pasqua e Pasquetta ci avevano fatto ben sperare. Nella Capitale sono tornati i turisti e allo stesso tempo, pochi romani hanno lasciato la città ecco come abbiamo registrato cifre così importati» commenta Claudio Pica, presidente della Fiepet Confesercenti. La conferma delle presenze arriva dai numeri: solo 1 romano su 3 ha trascorso le vacanze fuori regione. Mentre il comparto turistico ha registrato 450 mila passeggeri in cinque giorni in transito all’aeroporto di Fiumicino.

I DATI

Complice anche il bel tempo dunque, i ristoranti hanno lavorato dal centro alla periferia. Preso d’assalto anche il litorale romano da Ostia a Fregene. Per i tre giorni non stop, i locali hanno infatti registrato il tutto esaurito. Il primo segnale di ripresa: «Si tratta di uno dei primi risultati che ci avvicina al volume di lavoro a cui eravamo abituati prima dello scoppio della pandemia - precisa il presidente Pica - l’unico precedente risale alla scorsa estate. Al mese di agosto quando, pure in quel caso con la città piena di turisti, le attività del centro avevano ripreso a lavorare. Poi però è seguito un altro trimestre molto difficile, segnato da una nuova impennata del Covid». Ora però gli imprenditori della ristorazione sono vicini al giro di boa. Spinto anche dall’allentamento delle misure sanitarie. Dallo scorso primo aprile è stato eliminato l’obbligo di esibire il Green pass per consumare all’aperto. Nella prima settimana - senza obbligo - bar e ristoranti hanno incassato il 14% in più. Una lenta risalita dunque, fuori dalla crisi che ha piegato per lunghi mesi l’intero settore. «I dati sono incoraggianti, ma molte imprese sono fallite. I prossimi sei mesi saranno determinanti per la ristorazione» conclude il presidente Pica. 

FUORI DALLA CRISI 

Bar e ristoranti stanno dunque uscendo dalla crisi segnata dalla pandemia. Ma c’è chi, piegato dai debiti e dai conti da saldare, non ce l’ha fatta. Ad agosto 2021 già in 1000 avevano messo in vendita la licenza avviando la procedura della liquidazione e a costi bassissimi: tra i 50 e i 70 mila euro. Molto al di sotto dunque del prezzo di mercato in tempi non troppo lontani ma che precedono la pandemia. La lista negli ultimi mesi ha continuato ad allungarsi. Secondo gli ultimi dati forniti da Unioncamere e InfoCamere (16 aprile), ricavati dal Registro delle imprese, è proprio il Lazio la regione che ha sofferto di più. Dei 169.839 bar esistenti a fine 2019, ne sono rimasti 162.964 a fine 2021, vale a dire 6.875 in meno (-4,05%). E appunto, con i gestori che hanno abbassato le saracinesche sono soprattutto quelli del Lazio, dove gli esercizi pubblici sono diminuiti del 10,09%, cioè 1.860 strutture in meno. 
 

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