Roma, i turisti tornano in Centro: assedio degli ambulanti

Roma, i turisti tornano in Centro: assedio degli ambulanti
di Camilla Mozzetti
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Domenica 22 Agosto 2021, 10:01

Sembravano scomparsi perché il Covid oltre ad aver chiuso bar, ristoranti e attività commerciali aveva fatto sparire anche loro dalle strade. Ma sono bastate poche settimane: con il lento ritorno alla normalità eccoli rispuntare nel centro storico, armati di lenzuoli bianchi da stendere sull'asfalto e merce contraffatta da propinare ai passanti. Si allenta la morsa della pandemia, tornano i turisti e ai piedi dei monumenti rispuntano anche loro, gli ambulanti.

 

LE ZONE

Da Fontana di Trevi e dalle vie che portano all'opera di Nicola Salvi - via del Lavatore su tutte - fino al Colosseo: borse, cinture, portafogli, occhiali e ancora gadget, cappelli, foulard e asticelle per i selfie. C'è un po' di tutto a rinfoltire quel bazar che la Capitale sembrava aver dimenticato. Ai piedi dell'Anfiteatro Flavio oltre ai bagarini del Colosseo sono tornati pure i finti centurioni, freneticamente a lavoro ieri nel cercare di fermare i turisti (che pure iniziano a tornare dall'estero). Foto ricordo gridava uno di loro nel tentativo di calare l'elmetto - rigorosamente in plastica - sul capo di una giovane ragazza inglese, la quale intimorita dall'insistenza dell'uomo non ha fatto altro se non cacciarlo via come fosse una mosca.

 

Ad essere prese di mira anche le appendici che portano dritto a via del Corso come via delle Muratte dove un tempo lavoravano i librai. Oggi i banchi restano chiusi ma in compenso sull'asfalto una dozzina di lenzuoli con sopra un po' di tutto e gli ambulanti in azione. Postazioni mobili - ovvero venditori che si muovono per strada cercando di vendere così la loro merce - si rincorrono poi anche a Trastevere, intorno a Castel Sant'Angelo, dietro il Pantheon. Gli esercenti che si trovano costretti ad assistere al loro ritorno sgranano gli occhi e sbottano: «Non li ferma nessuno» spiega la titolare di un ristorante in via del Lavatore. E la situazione inizia a preoccupare le associazioni di categoria.

LE ASSOCIAZIONI

«Anche la criminalità evidentemente - tuona con un'ironia pungente Romolo Guasco, direttore di Confcommercio Roma - deve svuotare i magazzini ma l'aspetto è drammatico perché quei venditori che sono tornati in strada non sono altro se non l'ultimo anello di una catena che va spezzata immediatamente nell'interesse del decoro e della legalità della Capitale».

La vendita di merce contraffatta per le strade di Roma - dato Confesercenti - muoveva «un giro d'affari di ben 2 miliardi 350 milioni di euro l'anno prima del Covid», spiega il presidente Valter Giammaria che aggiunge: «Oggi i livelli non sono quelli ma bisogna intervenire al più presto per evitare che questo nuovo ritorno vada consolidandosi nel corso delle prossime settimane». «Molto spesso - conclude Guasco - e numerose indagini della guardia di finanza lo hanno accertato, alla base del fenomeno, ben prima di chi stende i lenzuoli su strade e marciapiedi, c'è la criminalità organizzata che si nutre anche del commercio illegale ed è dunque necessario che si pensi subito a interventi di controllo e contrasto».

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I CONTROLLI

Le associazioni invocano delle task-force «proprio ora che il fenomeno è in ripresa - conclude Giammaria - può essere colpito duramente perché all'inizio». I carabinieri soltanto ieri nell'area del Colosseo hanno multato sette irregolari tra venditori di biglietti e ambulanti. Sanzionati per totale di 18.700 euro a loro carico è stato emesso un Daspo urbano. Sequestrati dai militari, infine, un falso badge identificativo, 41 biglietti per tour nella città dal valore di 1.200 euro, 20 cappelli di paglia e otto ombrellini parasole.

 

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