Roma, turista violentata in hotel da un amico: arrestato un 23enne

Martedì 26 Febbraio 2019 di Adelaide Pierucci
La vacanza premio arrivata a conclusione degli studi è diventata un incubo per una venticinquenne neozelandese in visita a Roma. Agganciata nella camera di albergo da un compagno di viaggio, un australiano di 23 anni, John T., è stata stuprata. Non ha potuto nemmeno urlare. Le ha tappato la bocca per azzittirla. Ora lui è in stato di arresto a Regina Coeli e lei accudita in un centro antiviolenza.

LE INDAGINI
La violenza nel cuore della notte di venerdì nello Yellow Hotel, in via Palestro, non lontano da Termini. L'indomani sarebbero dovuti ripartire, le ferie in Italia era finita per tutti. La comitiva allora si era attardata nella hall. E alla fine, dopo aver chiacchierato della giornata passata tra il Colosseo e i Fori, i due giovani erano rimasti da soli. Con una scusa poi l'australiano ha invitato la compagna di viaggio in stanza: «Sento freddo, sali con me. Prendo un maglione». Una volta chiusa la porta non ha tardato a manifestare le intenzioni. A un primo tentativo di approccio, di fronte al no convinto dell'amica, l'ha aggredita e abusata. La turista poi è riuscita a divincolarsi e una volta tornata nella sua stanza è scoppiata a piangere. La nottata si è chiusa al pronto soccorso dell'Umberto I, per le medicazioni del caso, e nella caserma dei carabinieri della stazione Gianicolense dove ha sporto denuncia, accompagnata da addetti del Consolato della Nuova Zelanda e dal mediatore culturale del centro provinciale antiviolenza. L'australiano è stato fermato con l'accusa di violenza sessuale nel giro di poche ore proprio dai militari dell'Arma. E ieri per lui il gip Daniela Caramico D'Auria, ha emesso la misura cautelare in carcere come sollecitato dal pm Vittorio Pilla e dall'aggiunto Maria Monteleone che hanno coordinato le indagini. La vittima per ora dovrà trattenersi a Roma. Traumatizzata e sotto choc è stata accolta da uno dei centro antiviolenza di Differenza Donna, e a giorni, assistita dall'avvocato Teresa Manente, legale dell'associazione, parteciperà all'incidente probatorio. I magistrati con un nuovo interrogatorio raccoglieranno prove e indizi che saranno utilizzati nel dibattimento contro l'arrestato. Nella stessa via una notte di settembre di due anni fa si era consumato un'altra violenza sessuale. Un pizzaiolo bengalese che aveva agganciato fuori dallo Yellow Bar una ventenne finlandese, studente lavoratrice a Roma, offrendosi di accompagnarla, arrivato in fondo alla strada la violenza, ne aveva abusato. Il gip che lo ha condannato a 4 anni e 4 mesi aveva parlato di uno stupro animalesco.
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