Turista morta a Roma sulla A24, la mamma: «Jessy aveva un cuore d’oro. Ora ditemi come è morta»

«Il viaggio a Roma le era stato regalato dalla famiglia per cui lavorava come colf»

Turista morta a Roma sulla A24, la mamma: «Jessy aveva un cuore d oro, ora ditemi come è successo»
di Alessia Marani
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Martedì 11 Ottobre 2022, 00:36 - Ultimo aggiornamento: 08:36

«Ma perché? Avevi ancora così tanti progetti, mamma ti amerà per sempre». La domanda è anche un grido di dolore per Evelyne Derumeaux. Se lo chiede di continuo, lo ha scritto anche su Facebook. Sua figlia Jessy Dewildeman, 24 anni, è morta sabato notte a Roma, in un assurdo incidente stradale a migliaia di chilometri dalla sua famiglia e dai suoi affetti: investita e uccisa da un “pirata” che ha lasciato a terra lei e la sua amica Wibe Bijls, 25 anni, agonizzanti come se nulla fosse.

Evelyne ieri, all’ora di pranzo, era ancora in Belgio, «stiamo aspettando di capire quando potere partire per l’Italia, ci sono ancora tante cose che dobbiamo sapere, le informazioni sono frammentarie. Siamo distrutti». Sul suo profilo social pubblica le foto più belle della sua “bambina” soprattutto quelle dei tanti viaggi condivisi con il fratello più piccolo Jason in giro per il mondo: Turchia, Barcellona, in montagna in Austria. Adesso tutto è stato cancellato sulla fettuccia d’asfalto della bretella della Roma-L’Aquila. «Speriamo che presto potremo avere più informazioni e conoscere la verità. Era la prima volta che mia figlia visitava a Roma».

Jessy era nella Capitale per svago, in vacanza?

«Sì. Questo week-end nella Città Eterna era un regalo, un viaggio premio che le aveva donato la famiglia per cui lavora per ricambiarla del tanto aiuto e della sua infinita generosità. Con la sua amica erano arrivate venerdì e sarebbe dovuta rientrare a casa oggi (lunedì, ndr). Dovevano essere giorni felici, invece, ora è in un obitorio».
Di che cosa si occupava sua figlia? Che tipo di lavoro svolgeva?
«Jessy lavorava come donna delle pulizie. Era molto brava, attenta, sempre disponibile con tutti e tutti le volevano bene. Non mi stupisce che lei e la sua amica si siano fermate per prestare aiuto a chi era in difficoltà, lei aiutava tutti, non si tirava mai indietro».


La dinamica dell’incidente è poco chiara, lei e suo marito avete saputo qualcosa di più dettagliato?
«Sappiamo poco o nulla, ci era stato detto che le due ragazze erano a bordo di un taxi o di un’auto guidata da un conducente, ma forse non è così. Saranno le autorità a chiarirlo».
Che ragazza era Jessy?
«Era una persona di quelle che si possono definire “bon vivant”, ossia una entusiasta della vita, aperta a tutte le gioie e soddisfazioni che la vita può offrire. E le avrebbe meritate tutte perché lei c’era sempre per chi ne aveva bisogno, era il sole nella nostra casa, per noi genitori e per il fratello più piccolo. Qualsiasi cosa, qualsiasi problema, lei aveva sempre quel suo sorriso splendente a scaldarci l’anima. Ci mancheranno tantissimo le sue risate, la sua compagnia, non posso nemmeno immaginarlo».
Quando verrete a Roma?
«Ancora non lo sappiamo, stiamo aspettando ulteriori indicazioni, dobbiamo ancora aspettare. Adesso siamo sotto choc».

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