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Roma, turismo e hotel: fondi extra e sgravi fiscali per evitare licenziamenti. Il vertice

Previsto dal governo anche un pacchetto per organizzare i grandi eventi a Roma

Vertice su turismo e hotel: fondi extra e sgravi fiscali per evitare licenziamenti
di Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Sabato 2 Aprile 2022, 00:25 - Ultimo aggiornamento: 16:23

Da un lato, ammortizzatori sociali e sgravi fiscali per evitare i licenziamenti negli alberghi. Dall’altro un pacchetto di risorse per organizzare grandi eventi a Roma e aumentare il numero dei turisti nella Città eterna. Prendono forma, anche se lentamente, le misure del governo per superare la crisi del turismo nella Capitale: potrebbero essere annunciate dai ministri Massimo Garavaglia (Turismo) e Andrea Orlando (Lavoro) che per martedì prossimo hanno convocato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e il sindaco Roberto Gualtieri. La prima riunione del tavolo interistituzionale sarà in videoconferenza e parteciperanno anche i vertici di Cgil, Cisl, Uil, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Federlazio e Unindustria. 
Prima il Covid, poi il conflitto russo ucraino ha fatto sì che a Roma 410 hotel sui 1.200 totali sospendessero ogni attività, mentre il numero dei vacanzieri è calato dell’80 per cento. Una situazione che ha fatto scattare una crisi di ampie proporzioni anche sul versante occupazionale. 

IL BLOCCO

Con la fine del blocco dei licenziamenti alcune compagnie alberghiere hanno annunciato 340 esuberi, per lo più over50. Racconta Natale di Cola, segretario della Cgil del Lazio: «Finora soltanto gli hotel Cicerone, Majestic e Sheraton hanno già concluso le procedure amministrative per 250 persone, è in corso quella dell’Ambasciatori Palace (51 lavoratori) ed è appena partita quella relativa all’Hotel Vittoria (37 persone)». A quanto pare altre tre grandi compagnie sono pronte a fare altrettanto. «I licenziamenti - aggiunge il sindacalista - sono stati chiesti da aziende che gestiscono gli alberghi a 5 stelle: non chiuderanno, ma saranno oggetto di cessione di ramo d’azienda o ristrutturazione. Eppure non intendono avvalersi degli ammortizzatori sociali».
Il tavolo interistituzionale di martedì segue il consiglio straordinario in Aula Giulio Cesare del 24 febbraio, dove Garavaglia e Orlando hanno promesso soluzioni per frenare la crisi del turismo romano. Gli spazi di manovra sono molto stretti: si rischia di incorrere in una procedura d’infrazione europea erogando con aiuti soltanto ad alcune aziende, le controparti vogliono licenziare.

Spiegano dal ministro del Lavoro che, in primo luogo, va avanti una forte moral suasion del governo su queste compagnie alberghiere per salvare i posti. Poi si valutano i primi strumenti normativi. Sul fronte degli ammortizzatori sociali verrà ridotto del 75 per cento il costo della cassa integrazione a carico delle imprese (al momento è a costo zero). Orlando guarderebbe anche ai contratti di espansione per facilitare il turn over e gli scivoli per gli addetti più anziani oppure innalzare l’età per l’apprendistato. Ma siccome qui bisogna rendere più basso il costo del lavoro, si starebbero valutando forme di sgravi fiscali e contributivi: per evitare che l’uscita di dipendenti con stipendi più alti e l’ingresso di gente con minori tutele, l’azienda che conferma i contratti - utilizzando uno strumento che ricorda l’accordo di transizione occupazionale - potrebbe ottenere per 12 mesi una riduzione su tasse e contributi pari al 50 per cento della Cigs. Non a caso l’assessore al Lavoro di Roma, Pratelli, dice che al tavolo si lavorerà per «inventare strumenti straordinari».

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IL MINISTERO

Dal fronte del ministero del Turismo ci si muove con non meno difficoltà. Garavaglia ha a cuore le aziende del settore che non hanno beneficiato della ripresa, ma le risorse sono limitate. Per Roma si guarda a incentivi indiretti per alcune forme di turismo. Al riguardo l’assessore capitolino, Onorato, ha suggerito l’erogazione «di sostegni per l’organizzazione di grandi eventi, per rilanciare l’offerta congressuale, per facilitare il lancio della Dmo, che vuole sviluppare il marchio Roma». I sindacati invece chiedono il blocco dei licenziamenti e l’erogazione dei incentivi, compresi il bonus per le ristrutturazioni, soltanto a chi mantiene i posti di lavoro. Gli albergatori guardano a nuove moratorie bancarie e fiscali (in primis c’è l’Imu).
 

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