Tufello, brucia l’ex forno occupato: «È stato un avvertimento»

Fiamme in un locale Ater da tempo trasformato in dormitorio. Obiettivo del blitz un pregiudicato che vive nella struttura

Tufello, brucia l’ex forno occupato: «È stato un avvertimento»
di Marco De Risi e Giampiero Valenza
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Sabato 29 Gennaio 2022, 09:14 - Ultimo aggiornamento: 09:17

Una Smart si ferma davanti a un vecchio panificio ormai chiuso. Da lì scende un uomo che con una latta di benzina appicca il fuoco contro le serrande di un locale. Ha tutta l’immagine di essere un agguato quanto avvenuto ieri mattina, intorno alle 6.30, in via Capraia, tra le case dell’Ater del Tufello. Nel mirino ci sarebbe stato un pluripregiudicato di 59 anni che dormiva lì dentro e che aveva occupato lo stabile delle case popolari. Per salvarlo, tra fiamme alte e nuvole di fumo, i vigili del fuoco si sono fatti strada rompendo le sbarre di ferro nella finestra del bagno sul retro.

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LE INDAGINI
Le indagini, in mano agli agenti della Polizia del distretto Fidene-Serpentara, partono proprio da qui, dalla ricostruzione dei rapporti che la vittima avrebbe intessuto con persone della mala, che avrebbero progettato e poi messo in pratica questa intimidazione. Lui se l’è cavata con poco: il personale del 118 ha accertato solamente un’intossicazione. Per tutta la giornata i vigili del fuoco sono stati impegnati a spegnere l’incendio e a togliere quintali e quintali di abiti, giochi, scatole di cartone e mobili che erano all’interno. Si riconoscono con una certa facilità anche le scaffalature di metallo, ormai ridotte a un niente.

 

Francesca è stata tra le prime persone ad aver chiamato il 112 per chiedere aiuto. Fa la barista nel locale di fronte e a quell’ora era pronta per colazioni e caffè al volo. Un passante ha visto le fiamme, ha aperto la porta a vetri del bar e le ha detto «Sta andando tutto a fuoco, chiami i vigili». E così ha fatto, senza perdere tempo. Quello che per tutti era il forno e alimentari del quartiere, chiuso ormai da qualche anno, era stato trasformato in una sorta di magazzino. Lo sa bene una ragazza, una vicina, che si lamentava per i continui rumori che venivano da lì durante la notte. «Ho fatto almeno quattro segnalazioni ai vigili urbani – spiega – Sentivo di tutto, c’era un viavai di gente. Ci sono state notti in cui non riuscivo a dormire, sembrava come se stessero facendo continuamente traslochi. Quello stabile era stato occupato abusivamente e c’erano persone che durante la notte parcheggiavano qui i loro camioncini e scaricavano merce».

La ragazza ieri mattina si stava preparando per andare a lavorare quando ha notato il fumo, i rumori, le fiamme. Sopra il locale il grande terrazzo del comprensorio delle palazzine Ater, che stando a quanto raccontato dai residenti, fuggiti via per la paura, era rovente. Una quindicina le persone che sono scappate in un lampo.

Due palazzine evacuate. I tecnici dell’Ater sono stati sul posto per accertare che non siano stati causati danni al resto degli edifici. Via Capraia è stata chiusa al traffico per permettere le operazioni di spegnimento e i rilievi delle forze dell’ordine. Ciò che ha sorpreso tutti sono stati i cumuli di merce completamente andata a fuoco che i pompieri hanno dovuto portar via e accatastare sull’asfalto. Durante tutta la mattinata i vicini di casa sono stati lì a guardare poltiglie di rifiuti bagnati dall’acqua usata dai vigili per tentare di limitare i danni. «Vivo qui da trenta anni e quel forno è stato a lungo il simbolo del quartiere. Con la sua chiusura è caduto nel degrado», racconta Angela. E Carla, che è praticamente nata da queste parti, guarda il rogo ancora non spento e commenta: «Mi ricorda l’esplosione che ci fu una ventina di anni fa proprio qui al Tufello, a via Ventotene».

Allora, per una fuga di gas, morirono otto persone, di cui quattro vigili del fuoco. Oggi, invece, nel quartiere le fiamme sono tornate ma con l’ombra della mala. Ora spetterà agli investigatori risolvere il mistero dell’incendio doloso di via Caprara. Ieri mattina, sul posto, anche la polizia scientifica che con i suoi rilievi cercherà di trovare le tracce per far decollare l’indagine. 
 

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