ROMA

Soldi ai giardinieri per lavori mai eseguiti nelle scuole: in nove verso il processo

Sabato 5 Ottobre 2019 di Giuseppe Scarpa
I camion del Servizio Giardini al lavoro in un parco
Giardini come giungle nelle scuole del VI municipio, periferia a est della Capitale. Eppure le società che avevano vinto gli appalti per la manutenzione del verde i soldi li avevano incassati ugualmente. Dal X Dipartimento tutela ambientale, infatti, si producevano carte false per attestare la regolarità dei lavori e sbloccare così i pagamenti. Alunni e insegnanti, invece, per cinque anni hanno vissuto nel più completo degrado. Per sei dipendenti del tutela ambiente ieri è stata chiusa l’inchiesta, con singole posizioni differenti, con l’accusa di falso ideologico e materiale. Si tratta del funzionario Claudio Turella e dei suoi sottoposti Giovanni Mercuri, Giancarlo Quarchioni, Giovanni Velli, Carmine Brunetto e Libero Piga. Per i due titolari delle società private Ipomagi srl e Roma Multiservizi, che hanno ottenuto gli appalti, il pm Carlo Villani contesta l’inadempimento del contratto.
L’inchiesta era nata dalla denuncia di un comitato di genitori. Gli investigatori avevano passato così al setaccio i lavori compiuti dalle due società. Per gli inquirenti la manutenzione delle aree verdi nei plessi scolastici era nulla. I militari avevano poi scoperto che il Campidoglio aveva regolarmente bandito una serie di gare. Gli appalti erano stati assegnati a Roma Multiservizi dal 2012 fino al 31 gennaio 2015 e da Ipomagi dal 2014 fino al 3 aprile del 2016. Centinaia di migliaia di euro erano stati incassati dalle due società a fronte di servizi di giardinaggio praticamente nulli: «Appalti per il servizio di pulizia e manutenzione delle aree verdi delle scuole materne statali, primarie e secondarie di primo grado di competenza del comune di Roma», così recitava il bando comunale.
Un mistero che il tributario della guardia di finanza aveva scoperto subito. Dal X Municipio chi doveva vigilare faceva finta di niente. Anzi, truccava le carte per attestare che i lavori in realtà erano stati compiuti.
Per esempio, da maggio a novembre del 2012, i dipendenti del X Dipartimento avevano prodotto sette falsi stati di avanzamento lavori. Venivano dati come eseguiti gli interventi di giardinaggio nelle scuole del VI Municipio. Contemporaneamente, però, i dirigenti scolastici inviavano segnalazioni in Campidoglio: «Richiesta di intervento per i giardini impraticabili a causa dell’erba alta». Nonostante il braccio di ferro con i presidi, i dipendenti capitolini, dopo l’ok all’avanzamento dello stato dei lavori, avevano firmato persino il verbale di fine opera. Nel documento veniva lodata l’efficienza di Roma Multiservizi «i lavori effettuati corrispondono quantitativamente e qualitativamente a quanto previsto dalla commessa». Un capitolato impegnativo per l’azienda che prevedeva, nelle varie strutture, 40 interventi con frequenza settimanale, tappetti erbosi con un altezza massima di 10 centimetri e la raccolta di residui vegetali e fogliami. Un copione molto simile era successivamente andato in scena tra il 2014 e il 2016. Questa volta però a beneficiare del trattamento di favore dei dipendenti capitolini era stata un’altra società, l’Ipomagi.
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