ROMA

Musei Vaticani, carte di credito clonate per comprare biglietti: sequestrata agenzia di viaggio

Mercoledì 17 Aprile 2019
Acquistavano i biglietti per visitare i Musei Vaticani con carte di credito clonate e poi li rivendevano ai turisti. Il business era di 400.000 euro. A scoprire la truffa la polizia che ha sequestrato una agenzia di viaggio in zona San Pietro e denunciato i titolari per indebito utilizzo e falsificazioni di carte di credito e ricettazione.

Le indagini degli agenti del Commissariato Borgo sono scaturite dalla denuncia in stato di libertà per ricettazione, avvenuta nello scorso dicembre, di un cittadino Ghanese: era il titolare di un’agenzia di viaggi e turismo in Borgo Vittorio. Gli investigatori sono riusciti a risalire a un altro punto vendita, gestito da una coppia di cittadini stranieri. I poliziotti, in stretta collaborazione con le autorità vaticane, Gendarmeria Vaticana e Direzione dei Musei Vaticani, sono riusciti a intercettare all’ingresso dei Musei un promotore turistico in possesso di numerosi voucher di ingresso, i cui codici risultavano oggetto di accertamento.

Tramite il promotore sono risaliti alla agenzia turistica di riferimento, i cui locali venivano immediatamente sottoposti a perquisizione: sono stati sequestrati 170 voucher, ciascuno per 10 ingressi ai Musei (1.700 ingressi) acquistati con fraudolente transazioni on line. La prova delle illecite transazioni è stata riscontrata dalle autorità vaticane allertate dai servizi interbancari dei gestori delle carte di credito clonate, tutte risultate intestate ad ignari cittadini americani.

Dall’esame dei computer dell’agenzia  i poliziotti hanno accertato l’acquisto di oltre 1.000 voucher, per un totale di 10.000 ingressi, per un valore nominale di circa 210.000 euro, pari commercialmente a circa 400.000 euro ( i biglietti poi venivano venduti al dettaglio da promotori a cifre variabili dai 40 ai 60 euro). L’amministratore unico dell’agenzia di Viaggi e Turismo, cittadina tedesca ed il marito, cittadino del Bangladesh, sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di indebito utilizzo e falsificazioni di carte di credito e di pagamento e ricettazione.
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