Roma, arrestati 4 trapper: «Pestaggi in strada e video su YouTube, botte anche a un migrante»

Roma, arrestati 4 trapper: «Pestaggi in strada e video su YouTube, botte anche a un migrante»
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Choc a Roma. Avrebbero commesso almeno due brutali aggressioni, di cui uno a sfondo razziale, pubblicando sul web le immagini delle violenze. Quattro trapper, tra i 23 ed i 36 anni, ritenuti gli autori degli episodi avvenuti tra marzo e aprile a Roma sono stati arrestati dalla polizia dopo mesi di indagini della Digos. Due di loro, Alex Refice, in arte "Sayanbull" e il guanto d'oro della Garbatella, il giovane boxeur Manuel Perrini, nel dicembre scorso furono già arrestati, ma poi rimessi subito dal giudice a piede libero in attesa del processo, per avere picchiato un barman e un buttafuori in un locale dell'Eur, provoncando al primo, Massimiliano Idolo, lesioni permanenti al volto. Eppure spavaldi e per niente intimoriti hanno continuato a seminare violenza e terrore. Tutti esperti di arti marziali e pugilato, i quattro, sono accusati dei reati di sequestro di persona, violenza privata, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Le indagini sono state condotte dagli investigatori della Digos, diretti da Giampietro Lionetti, e coordinate dalla Procura. Tra le vittime un giovane bengalese, aggredito in strada senza motivo, e altri trapper pestati in una sala registrazione in via Pesci. Ai domiciliari, dunque, anche Ilunga Omar Nguale e Tiziano Barilotti.  Delle loro violenze andavano fieri e postavano i video come trofei sui canali youtube. Le immagini dell'umiliante pestaggio subito dal trapper Gallagher e dal suo gruppo nella sala di registrazione al Portonaccio non passarono inosservate nemmeno a Fedez che su Instagram, in proposito, denunciò: «Cosa vogliamo spiegare al pubblico giovane? Che se fai un video dove ci sono delle persone che vengono picchiate finisci primo in tendenza?».

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A tradire gli indagati, tutti destinatari di ordinanza di custodia cautelare domiciliare, è stato il «film» delle violenze pubblicato a distanza di poche ore sul web in cui si vedevano le vittime ripetutamente colpite fino a subire serie lesioni personali. Il primo episodio, che risale al 7 marzo si è consumato del mondo «trapper». Pochi minuti alla mezzanotte il branco ha fatto irruzione in uno studio di registrazione musicale dove altri «trapper» erano intenti a suonare, dando il via alla violenza cieca. I quattro, impedendo fisicamente ogni via di fuga, hanno colpito usando colpi di arti marziali e pugilato. Durante l'aggressione le vittime, sanguinanti, sono state costrette a restare in ginocchio e con lo sguardo rivolto in basso. Le violenze sono durate almeno un'ora, fino a quando i quattro si sono allontanati dalla sala di registrazione. Ad aprile, invece, si sarebbe consumata l'aggressione a sfondo razziale quando il branco si è scagliato improvvisamente e senza alcun motivo contro un passante, un extracomunitario, che è stato anche insultato.

Mercoledì 4 Novembre 2020, 12:34 - Ultimo aggiornamento: 18:46
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