Roma, traffico illecito di rifiuti, sequestrate discariche abusive tra Lazio e Campania: 23 indagati

Giovedì 13 Giugno 2019
Una discarica abusiva

Sequestri di discariche abusive tra Roma, Latina, Frosinone e Napoli. Dalle prime ore del mattino è in atto una vasta operazione congiunta tra polizia e carabinieri per traffico illecito di rifiuti, discariche abusive e gravi danni ambientali. Le due forze di polizia, hanno messo in campo un dispositivo di oltre 100 uomini e due elicotteri per l'esecuzione di numerosi sequestri e perquisizioni, nelle province di Latina, Roma, Frosinone e Napoli, nell'ambito dell'operazione «Smokin' Fields», coordinata dalla Procura di Roma- Direzione Distrettuale Antimafia.

Sono stati sequestrati  quattro appezzamenti di terreno (due nel comune di Pontinia e due in quello di Roma), tre aziende operanti nel campo della gestione di rifiuti (due in provincia di Latina e una in provincia di Roma), una discarica di proprietà di una società di Roma, dieci mezzi (tra autocarri, trattori, semirimorchi, escavatori). È stato sequestrato preventivamente anche il profitto del reato di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti quantificato in più di 1 milione di euro nei confronti di tutti gli indagati coinvolti. Le persone indagate sono 23, oltre alle aziende. I reati contestati sono per tutti gli indagati concorso in traffico illecito di rifiuti, nonchè, per alcuni di essi, anche il falso ideologico in atto pubblico nella predisposizione di certificati di analisi, abbandono di rifiuti e discarica abusiva e infine l'intralcio all'attività di vigilanza e controllo ambientale. L'attività investigativa, iniziata a partire dal 2014, è scaturita dai continui esposti di numerosi comitati presenti nel comune di Pontinia (Lt) per l'emissione di miasmi maleodoranti provenienti, in particolare, da un'azienda produttrice di compost. 

 Gli accertamenti, condotti dalla polizia Stradale di Aprilia e dal Nucleo investigativo di polizia ambientale forestale-Nipaaf, del Gruppo carabinieri di Latina, hanno permesso di appurare che il materiale prodotto da una azienda specializzata non poteva qualificarsi come compost ma veniva lo stesso smaltita in alcuni terreni, anche scavando profonde buche con delle ruspe. Gli sversamenti avvenivano non solo in zone vicine all'azienda stessa ma anche in terreni agricoli in provincia di Roma. «Questa mattina abbiamo proceduto anche ad un sequestro preventivo pari a circa un milione di euro», ha detto nel corso di una conferenza stampa il procuratore facente funzioni di Roma, Michele Prestipino. Gli inquirenti hanno spiegato che il danno ambientale è «enorme». «Nei terreni in cui è stato interrato il finto compost sono piantati anche olivi e granturco e sono attigui ad altre piantagioni: il rischio che tramite le falde acquifere questo materiale possa aver inquinato le coltivazioni c'è ed è reale», hanno affermato gli investigatori.

 

Ultimo aggiornamento: 13:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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