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Torrino, violentò la cuoca a scuola: arrestato 27enne tradito da un'impronta

Torrino, violentò la cuoca a scuola: arrestato 27enne nigeriano, tradito da un'impronta
di Camilla Mozzetti e Raffaella Toili
4 Minuti di Lettura
Giovedì 22 Luglio 2021, 00:15 - Ultimo aggiornamento: 01:17

Uno stupro in una scuola, vittima una cuoca della mensa. Fu una giornata terribile quella dell’11 maggio scorso al Torrino. Finalmente l’autore dello stupro è in carcere: a incastrare Ernest Gabriel, 27enne nigeriano, è stata un’impronta lasciata su una bottiglia di liquore abbandonata in un capanno vicino alla scuola, l’Istituto d’Istruzione per l’Infanzia Santa Chiara. Grazie al confronto con i reperti della Scientifica gli agenti della IV sezione della Squadra Mobile diretti da Pamela Franconieri hanno rintracciato e arrestato il nigeriano arrivato clandestinamente in Italia nel 2016. Schedato ma senza precedenti viveva da tempo in un appartamento alla Borghesiana, dove ieri mattina i poliziotti della Mobile e del commissariato di Spinaceto hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere applicata dal Gip del Tribunale di Roma. La vittima venne sorpresa in pieno giorno dal suo aggressore che si era introdotto nella mensa della scuola. Puntandole un coltello alla gola e minacciando di ucciderla, dopo averla rapinata dei pochi contanti che aveva, l’aveva costretta a subire un violento rapporto sessuale.

La complessa attività di indagine, svolta dagli investigatori della Polizia di Stato specializzati in reati di violenza di genere e diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, ha portato all’identificazione dell’uomo. L’accurata attività di sopralluogo con la Polizia Scientifica, partita dalla scena del crimine ed estesa all’area boschiva circostante, ha indirizzato l’attenzione degli inquirenti sullo straniero. Isolata l’impronta ed eseguiti i successivi accertamenti sulle tracce biologiche trovate sui reperti sequestrati si è risaliti a lui. Dopo l’arrivo nel nostro paese il nigeriano aveva fatto domanda di permesso di soggiorno, concesso in qualità di rifugiato. Il permesso sarebbe scaduto a maggio ma per via della pandemia prorogato a fine 2020. A Borghesiana condivideva l’appartamento con altri connazionali ed era impiegato regolarmente in una cooperativa di servizi. Ma perché l’uomo si trovava lì quel giorno? Pare che prima di trasferirsi a Borghesiana vivesse nella zona. L’ipotesi degli investigatori è che si fosse appostato nei pressi dell’istituto dal giorno precedente. Non è escluso che avesse premeditato tutto.

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Le reazioni

«Una brutta storia che ci ha scosso moltissimo - commenta Paolo Pollak, presidente del consiglio d’istituto - siamo vicini alla vittima che ha subito una cosa orribile e ringraziamo la polizia per tutto il lavoro fatto». Le mamme in pochi giorni hanno raccolto mille firme e consegnato una petizione alla sindaca Raggi. Aggiunge Camilla Michelotti, vice presidente del consiglio d’istituto: «Speriamo che spenti i riflettori non si interrompa la manutenzione del verde, ci auguriamo che d’ora in poi sia costante e che questo sacrifico abbia un senso. C’era un’esigenza di sicurezza che si sentiva a prescindere dall’episodio, tutti ci chiedevamo come mai ancora non fosse accaduto niente. Speriamo di non trovare al ritorno dalle vacanze la foresta vergine». Tutti puntano l’indice sul degrado intorno alla scuola: l’area era diventata invivibile, coperta dal verde non tagliato da anni dove si erano formate baracche, il servizio giardini ha ripulito tutto, ma speriamo che non sia stato un intervento spot. Anche Pietro Ragucci, presidente del comitato di quartiere Torrino nord sottolinea come all’indomani della violenza ci fu «un’accelerazione nella manutenzione straordinaria del parco, dove si presume ci fosse la baracca dell’aggressore. Siamo ben felici che il responsabile sia stato preso, speriamo che questa manutenzione non sia episodica, che le aree verdi non siano abbandonate». 

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