Torre Maura, i residenti: «Abbiamo paura, ma non siamo razzisti»

Giovedì 4 Aprile 2019
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Torre Maura, i residenti: «Abbiamo paura, ma non siamo razzisti»

Dopo due giorni di accese proteste contro l'arrivo di famiglie nomadi in un centro di accoglienza del loro quartiere, gli abitanti di Torre Maura, alla periferia di Roma, non ci stanno a essere etichettati come razzisti. Lo dicono e lo ripetono a gran voce mentre, alla spicciolata, tornando in strada nonostante la pioggia: «Non siamo razzisti, abbiamo solo paura». «Qui ci sono tanti problemi, fatevi un giro per il quartiere - dice un residente - ma di certo non il razzismo. Ci fate passare per quello che non siamo, noi chiediamo aiuto».

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Gli abitanti elencano una serie di criticità: «strade buie e piene di rifiuti, case popolari sono disastrate, alberi pericolanti e mancanza di servizi». E si sfogano, cercando di spiegare le ragioni della protesta anti-nomadi, respingendo l'accusa di razzismo: «Non abbiamo problemi con i migranti - dice Marco - danno uno sguardo ai nostri bambini, gli insegnano l'inglese. Ma con i nomadi è diverso. Loro hanno una cultura diversa. Abbiamo paura che vengano a rubare nelle nostre case».

La rabbia e la delusione che si respira tra quei palazzoni di periferia è tanta. «Ci chiamano razzisti, ma noi siamo spaventati - sottolinea Virginia -. Qui è molto degradato». E in mattinata per qualche minuto si sono 'scaldatì i toni con alcuni residenti che hanno rivolto insulti ai giornalisti presenti. «Siete dei servi - ha urlato uno di loro - avete raccontato quello che volevate non la verità».

E la rabbia monta soprattutto verso i politici che si fanno vedere, dicono, solo in campagna elettorale e verso il Campidoglio e il municipio a guida 5 stelle. «Siamo arrabbiati e ci sentiamo abbandonati dall'Amministrazione - spiega una residente tornata per il terzo giorno in strada a presidiare la struttura di via dei Codirossoni - Noi credevamo che con il Movimento 5 Stelle potesse cambiare qualcosa e invece è ancora peggio. Nessuno ci ha coinvolti, queste famiglie sono arrivate all'improvviso. Siamo stufi di decisioni prese dall'alto».

Accanto a lei Sandro, un autotrasportatore che vive in quel crocevia di strade desolate da una vita. «In questo municipio M5S ha preso tantissimi voti, ma la prossima volta non sarà così - dice - Solo Casapound è arrivata appena abbiamo chiesto aiuto. Tutti gli altri non hanno fatto nulla in questi anni. Ho intravisto nei giorni scorsi anche qualcuno del Pd che è venuto a fare qualche sorrisino e nulla di più». Tra le prime a scendere in strada Federica, mamma di un bambino di 6 anni, che non usa mezzi termini: «Qui vengono tutti a fare solo campagna elettorale - afferma - la prossima volta voteremo in molti per Casapound». Il guanto di sfida è lanciato.

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