Spari a Tor Bella Monaca, indaga la Direzione distrettuale antimafia: «Lotta tra bande per le piazze di spaccio»

Dopo i fatti di sabato, i magistrati procedono per il reato di tentato omicidio con aggravante del metodo mafioso e porto abusivo di armi

Spari a Tor Bella Monaca, indaga la Direzione distrettuale antimafia: «Lotta tra bande per le piazze di spaccio»
di Camilla Mozzetti
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Lunedì 25 Ottobre 2021, 13:47 - Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 11:49

Si accende il faro della Dda, la Direzione distrettuale antimafia sulla sparatoria avvenuta sabato sera, poco dopo le 23, in viale di Tor Bella Monaca. I magistrati procedono per il reato di tentato omicidio con aggravante del metodo mafioso e porto abusivo di armi. In base a quanto si apprende il raid, che non ha causato feriti, rientrerebbe nella lotta tra bande per le piazze di spaccio. I fatti avvenuti sono questi: alle 23.05 di sabato su viale di Tor Bella Monaca una Golf nera, con a bordo due uomini, affianca una Mercedes classe A bianca dove viaggiano quattro giovani, due donne e due uomini con un’età compresa tra i 20 e i 25 anni. Partono a raffica i colpi. E sono almeno cinque: tanti i bossoli che verranno poi ritrovati sull’asfalto. Sul posto c’è già la polizia e i carabinieri in servizio per le consuetudinarie verifiche del territorio. Una squadra dei Falchi della Mobile vede la scena della sparatoria che fortunatamente terminerà senza lasciare feriti o morti. Chi ha premuto il grilletto è ancora ricercato ma si presume che dietro si nasconda un regolamento di conti, una vendetta per droga o dissidi personali.

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La sparatoria

Dopo la sparatoria,  parte l’inseguimento ma la Golf è già lontana mentre la Mercedes colpita si ferma non distante dal teatro del quartiere, vicino alla sede del VI Municipio. Le quattro persone escono illese dal veicolo, due di loro hanno precedenti. Non vivono nel quartiere ma in una zona limitrofa eppure non sanno dire (o non vogliono farlo) chi e perché gli abbia sparato contro. Dicono di non saperlo neanche ipotizzare, descrivono soltanto quegli attimi, lo spavento che ne è seguito, gli spari che hanno infranto i vetri e danneggiato la carrozzeria. Forniscono una generica descrizione dell’uomo che tenevala pistola in mano. Le indagini vengono prese in carico dalla Squadra Mobile che ieri per tutta la giornata ha ascoltato i quattro passeggeri della Mercedes cercando di ricostruire, oltre ad una dinamica già chiara, ilmovente della sparatoria. Nell’auto dove viaggiavano le due coppie non vengono ritrovate armi o droga tuttavia nulla esclude che il motivo della sparatoria segua dei dissidi per gli stupefacenti o che sia riconducibile a conflitti personali legati forse a una delle due donne che erano nell’auto colpita. Delle due, l’una con il regolamento di conti non andato in porto a fare comunque da cornice. È escluso lo “sbaglio” di persona, il fatto che dalla Golf gli spari siano partiti nella convinzione di raggiungere qualcun altro.

Le piazze di spaccio

Nei primi giorni di settembre due ventenni, seduti sul ciglio della strada in via dell’Archeologia furono colpiti da alcuni proiettili esplosi sempre da un’auto in corsa. Anche per questo caso si è attivata la Direzione distrettuale antimafia considerato che il territorio resta uno dei più problematici della città. Si spara per poco, si spara per niente, si spara per droga. I carabinieri della compagnia di Frascati insieme ai colleghi della stazione di Tor Bella Monaca nel corso degli ultimi anni hanno chiuso svariate indagini portando all’arresto un numero considerevole di persone. Le inchieste gravitano sempre nell’orbita dello spaccio di stupefacenti a tal punto che proprio i militari hanno cristallizzatoilcontesto.

A Tor Bella ci sono almeno 14 piazze di spaccio che si auto-alimentano ogni volta che scatta un’operazione attingendo anche a donne, minori e tossici che in cambio di sconti sulle dosi iniziano a spacciare. Via dell’Archeologia, via Scozza fino a viale Santa Rita da Cascia, dove solo nelle ultime settimane sono state sgomberati diversi appartamenti occupati abusivamente anche da membri di note famiglie criminali come quella dei Moccia. La struttura è sempre la stessa annotano i carabinieri informativa dopo informativa: per ogni piazza ci sono almeno due capi, dei soggetti intermedi - come i “pallettatori” - che recuperano le dosi dai nascondigli più improbabili e le mettono in mano ai pusher in modo tale che ognuno di loro non venga trovato durante i controlli con quantitativi ingenti di droga nelle tasche. Gli spacciatori sono organizzati in turni da 6 e 8 ore per paghe che arrivano a 100 euro a turno. Le piazze così non si fermano mai e riescono a fruttare in media anche 20 mila euro di incassi al giorno. Le famiglie che le gestiscono? Da anni sono sempre le stesse ma la droga arriva per lo più dal Meridione

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