Tivoli, l'incendio di Monte Catillo minaccia le case anche a Marcellina e San Polo, famiglie evacuate

Tivoli, l'incendio di Monte Catillo minaccia le case anche a Marcellina e San Polo, famiglie evacuate
di Elena Ceravolo
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Venerdì 13 Agosto 2021, 11:37 - Ultimo aggiornamento: 16:24

Tivoli, continua l'assedio degli incendi ben visibili anche dalle strade del centro:  il fronte dei roghi è diviso in più "lingue" lunghe da 700 metri a un chilometro che minacciano la città e anche Marcellina, paese a nord di Tivoli e Guidonia.

Dopo l'evacuazione nella notte del villaggio don Bosco e di quattro palazzine con 25 famiglie, le autorità locali e la protezione civile sta valutando altri sgomberi. Intanto ii vigili del fuoco, in azione con oltre dieci squadre aiutate dai volontari della protezione civile, dai carabinieri e dalla polizia locale, hanno installato quattro idranti sui terrazzi delle palazzine per fronteggiare l'avanzata delle fiamme. L'ultimo allarme, dopo lo spegnimento dei roghi sul versante Tiburtina Valeria, riguarda il piccolo comune di San Polo dei Cavalieri, sul versante nord del Monte Catillo.

La situazione

Elicotteri e canadair  in volo ancora da stamattina all'alba dopo una notte in cui i vigili del fuoco hanno continuato a lavorare con i cannoni ad acqua pur di tenere a bada le fiamme che a Tivoli stanno devastando la Riserva naturale di Monte Catillo. E ancora ci sono focolai da controllare. Una battaglia che dura da più di 30 ore con fiamme che hanno attraversato il polmone verde sino al versante che sovrasta il quartiere del Bivio San Polo.


Per le persone evacuate tra le 22 e le 23 di ieri (circa 40 ospiti del villaggio Don Bosco oltre ad alcune persone che vivono nella parte alta del bivio di San Polo più sei persone residenti lungo la strada per Marcellina) il Comune di Tivoli ha messo a disposizione 25 stanze doppie (50 posti) dell'Hotel Vittoria alle terme Acque Albule.

Le indagini sono in corso. il sindaco Giuseppe Proietti e il responsabile della protezione civile comunale, Andrea Di Lisa, hanno chiesto collaborazione alla cittadinanza nelle ricerche dei responsabili: “Segnalate alle forze dell'ordine movimenti particolari, oggetti, elementi o tutto quanto possa essere utile alle indagini, mettendo anche a disposizione le immagini delle proprie telecamere di videosorveglianza privata”.

La situazione nella notte

La Riserva di Monte Catillo è di nuovo in fiamme ieri notte a distanza di solo un mese dall'incendio che ha divorato 20 ettari del polmone verde. Fiamme fino alle case. Centinaia di persone per strada. Evacuate alcune residenze al Bivio di San Polo e il Villaggio Don Bosco, la storica Casa famiglia sulle pendici del monte. Paura e panico tra i residenti che stanno seguendo l'evoluzione dell'incendio che a notte fondo avanzava su più fronti. Un inferno andato avanti per quasi ventiquattr'ore. Pioggia di cenere ovunque. L'aria era irrespirabile. Indagini serrate per accertare il possibile gesto doloso.

 

Il rogo, partito all'alba, è stato domato una prima volta intorno alle 13 con l'intervento dei mezzi aerei, ma nel pomeriggio è tornato a divampare in maniera violenta. Dal basso, per una vera battaglia combattuta colpo su colpo, le squadre dei vigili del fuoco insieme a quelle di protezione civile Volontari del Radiosoccorso, Gos e Volontari valle Aniene Associati, impegnati a proteggere abitazioni ed edifici. Un danno ambientale pesante consumato sotto gli occhi dei tiburtini che per tutta la giornata hanno visto ardere le loro montagne, lingue roventi appena sopra il panorama della Città dell'Arte. Dal parco di Villa Gregoriana, il Fai ieri sera ha lanciato un grido di dolore: «Tutelare questi luoghi richiede sacrificio e dedizione, e perderli così causa dolore e rabbia». Era l'effetto impressionate dell'incendio di chioma: le fiamme si propagano velocemente dalla cima di un albero all'altra.

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I SOCCORSI
Un inferno di fuoco, il messaggio lanciato alle 15 dagli operatori del Gruppo operativo soccorso con un video direttamente dalla trincea, un fronte di fiamme di decine di metri in rapida avanzata. Sofferenza nel vedere tanto scempio, e disagi: il fuoco ha reso necessaria la sospensione del traffico ferroviario tra Tivoli e Marcellina, con i viaggiatori traghettati tra le due stazioni grazi all'istituzione di bus sostitutivi. Solo nella mattinata si sono registrati rallentamenti fino a quaranta minuti per quattro convogli regionali, mentre altri quattro sono stati cancellati e sette limitati nel percorso. Stop al passaggio anche sulla strada provinciale 31A che costeggia la riserva naturale da una parte e la strada ferrata dall'altra. Sul posto carabinieri e Municipale. Intanto è allerta anche nella vicina Guidonia dove a preoccupare la protezione civile locale continuano ad essere i terreni lasciati incolti. Si teme, in particolare, per la zona di Carcibove, la vasta area di campagna tra il borgo di Montecelio e il centro urbano a valle, ma anche per l'area a ridosso della provinciale 28 bis, compreso il comprensorio della Collina del Sole.

Video

«Sono giorni particolarmente delicati, anche per le temperature altissime che si stanno registrando è l'appello del presidente del Nucleo Volontari Guidonia, Raoul Baccei -. Perciò chiediamo la collaborazione di tutti: segnalare ogni colonna di fumo o situazione a rischio, ed attenersi a tutte le regole antincendio». Tra queste non depositare e accendere immondizie o bruciare stoppie e residui di lavorazione; non accendere fuochi (ad esempio per eliminare erbe ed arbusti, per attivare barbecue ecc.); non gettare mozziconi di sigarette ancora accesi; non fumare nei boschi e non lasciare lì o nelle vicinanze rifiuti al di fuori dei raccoglitori.
 

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