Roma, scappano di casa a 14 anni per conoscere l'influencer di Tik Tok

Domenica 8 Settembre 2019 di Francesca Mari

A soli 14 anni sono scappate di casa nel cuore della notte e hanno intrapreso un viaggio sui mezzi pubblici, da Roma a Napoli, per conoscere «Raffo», l'influencer o «muser» seguito su Tik Tok, la nuova piattaforma social per bambini e ragazzi. In shorts e scarpette da ginnastica, zaini in spalla, Greta e Giada (nomi di fantasia), amiche per la pelle e appena iscritte in prima superiore, qualche notte fa sono uscite dalla casa di Greta, a Fiumicino, e indisturbate hanno preso autobus e treno fino ad arrivare a Napoli. Qui hanno fatto un po' di confusione e sono salite su un treno della Circumvesuviana, la linea che collega il capoluogo con i comuni del circondario, e sono scese a Torre del Greco, pochi chilometri a sud: grazie agli agenti del commissariato locale e a due anziane del posto che si sono prese cura di loro, sono state consegnate sane e salve ai propri genitori, arrivati in fretta e furia dalla Capitale.

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I PERICOLI
Una bravata, un gioco, un atto di ribellione tipico dell'età adolescenziale che si è concluso con un lieto fine, ma che poteva evolvere in dramma e che accende i riflettori sui pericoli della Rete, soprattutto quando a finire impigliati tra le sue trame sono bambini o giovanissimi. Le due amiche avevano conosciuto «Raffo», un 17enne influencer di Napoli, sul social Tik Tok, piattaforma di condivisione video lanciata in Cina nel 2016 e tra le più scaricate al mondo. Il social è frequentato per lo più da minori tra i 6 e i 17 anni e permette di registrare brevi clip video, solitamente cantando in playback su brani rap o hip hop, e diventare quindi «famosi» (più esattamente «musers») attraverso i like dei followers. Raffo, seguito da quasi tremila followers con clip in cui canta e balla su brani in voga soprattutto tra i giovanissimi, era seguito anche da Greta e Giada che chattavano con lui attraverso il social.

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Così alle 4 di notte, dopo aver mandato un messaggio all'influencer avvisandolo che lo stavano raggiungendo a Napoli, le due ragazzine, che avevano avuto il permesso di dormire insieme dopo un «pigiama party», sono uscite di casa mentre gli adulti dormivano; sono salite su un autobus dell'Atac che le ha portate a Termini, da qui con Trenitalia sono arrivate a Napoli Centrale e infine, rendendosi conto che si stavano allontanando dalla meta, sono scese a Torre del Greco. Erano le 11 circa. Qui Giada ha avuto dei ripensamenti e ha deciso di rispondere ai genitori raccontando tutto, mentre Greta, per paura della reazione dei suoi, ha cercato di allontanarsi correndo. Ha percorso 500 metri, poi si è seduta su una scalinata e qui due anziane del posto, Anna e Dina, vedendola scossa le hanno chiesto cosa fosse successo e le hanno offerto acqua e dolci in attesa dell'arrivo della polizia. «Mia figlia e la sua amica racconta Miriam F., 53enne madre di Greta erano a casa mia per un pigiama party. Ero tranquilla come sempre, sentivo un vociare, poi mi sono addormentata. La mattina mi sono svegliata alle 10 e non le ho trovate, abbiamo allertato la polizia. Quando ci hanno detto che le avevano ritrovate sane e salve ci è scoppiato il cuore: abbiamo percorso in un'ora e mezza Roma-Napoli per riabbracciarle. Vogliamo ringraziare le due nonnine che non si sono voltate dall'altra parte e la polizia. Non comprendiamo, invece, come sui mezzi da Roma a Napoli nessuno abbia chiesto a due ragazzine cosa ci facessero a quell'ora da sole. La rete di protezione deve essere totale e i social vanno usati con le dovute cautele».
 

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