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Roma, Tevere «come una palude». Autorità di bacino: «In alcuni punti sotto di un metro e mezzo»

A Roma, dall'inizio dell'anno, è piovuto il 63% in meno

Foto di Marco Stefano Marzano
3 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Giugno 2022, 19:22 - Ultimo aggiornamento: 20:19

Il Tevere è una palude a Roma«La situazione è molto pesante. Il fiume a tratti sembra paludoso, con l'acqua ferma, ha il minimo deflusso vitale che gli consente la diga di Corbara e in alcuni punti scorre molto basso, anche di un metro e mezzo sotto i livelli medi». A parlare Erasmo D'Angelis, il segretario generale de l'Autorità di bacino del Tevere, in merito alla siccità che sta colpendo il centro Italia. 

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Tevere paludoso, situazione peggiora

«La situazione va peggiorando ma non abbiamo ancora criticità per quanto riguarda l'approvvigionamento idropotabile. Non siamo ancora sul livello di guardia ma la situazione peggiora: calano i livelli dei fiumi» continua De Angelis che sottolinea come anche «gli altri fiumi sono tutti sotto i livelli medi» rispetto «alla siccità del 2017».

 

Siccità, il mare si sta «mangiando» il Po

«La stessa cosa vale per i laghi e visto che all'orizzonte abbiamo altri 10 giorni di caldo estremo, con temperature in risalita, abbiamo evidenti situazioni di rischio», ha ribadito il segretario generale aggiungendo che l'Autorità monitorerà «costantemente» e farà le verifiche «giorno per giorno».

Foto di Marco Stefano Marzano

La siccità colpisce tutto il centro Italia

In Toscana il 90% del territorio è in una condizione di siccità estrema e non si ferma la riduzione delle portate dei fiumi, Bisenzio e Ombrone sono quasi azzerati. «Drammatico» è lo stato della risorsa idrica nel Lazio: a Roma, dall'inizio dell'anno, è piovuto il 63% in meno e in provincia ci sono stati, in pochi giorni, quasi 500 interventi dei vigili del fuoco per gli incendi. Al Nord comunque non va meglio. Tanto che in Emilia-Romagna, dove le portate dei fiumi continuano a calare, l'80% del territorio può finire in «zona rossa» entro un paio di settimane, come accadde nel 1990. Il ministro dell'Agricoltura, Stefano Patuanelli, invoca coordinamento tra le regioni: l'acqua in alcune zone c'è e va distribuita nel modo giusto. Soluzioni? Infrastrutture, invasi, impianti irrigui più moderni.

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