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Termovalorizzatore, sì senza M5S: scontro sui poteri pieni a Gualtieri

Arriva lo scudo legale per il sindaco che deve far marciare il piano rifiuti. Ma in cdm i grillini votano contro il provvedimento che accelera i lavori

Termovalorizzatore, sì senza M5S: scontro sui poteri pieni a Gualtieri
di Luca Cifoni
3 Minuti di Lettura
Martedì 3 Maggio 2022, 00:08 - Ultimo aggiornamento: 4 Maggio, 11:57

Poteri speciali al sindaco di Roma per il piano rifiuti da attuare in vista del Giubileo del 2025, che comprende la realizzazione del termovalorizzatore. Nell’articolo inserito dal governo nel decreto energia approvato ieri, spunta anche uno “scudo” di fronte alle possibili azioni di responsabilità da parte della Corte dei Conti: saranno possibili solo nei casi di dolo oppure di inerzia o omissione. Di fronte al “no” dei Cinque Stelle in consiglio dei ministri alla norma, Mario Draghi ha tirato dritto: «Troveremo una mediazione», ha detto in conferenza stampa. 

IL DETTAGLIO

Nel testo varato dal governo si attribuiscono al sindaco le competenze assegnate al commissario di governo, prima fra tutte quella di predisporre e adottare il piano di gestione dei rifiuti, regolamentando poi le varie attività compresa la raccolta differenziata. Toccherà a lui poi elaborare il piano per la bonifica delle aree inquinate. Specificamente viene poi attribuito il potere di approvare i progetti di nuovi impianti per la gestione di rifiuti, anche pericolosi, e di assicurare la loro realizzazione autorizzando le modifiche degli impianti esistenti, fatte salve le competenze statali attualmente in vigore. E sempre nei limiti della normativa statale il commissario autorizzerà l’esercizio delle operazioni di smaltimento e recupero di rifiuti, anche pericolosi. Su queste materie il sindaco Gualtieri potrà provvedere «a mezzo di ordinanza, sentita la regione Lazio, in deroga a ogni disposizione di legge diversa da quella penale». Faranno eccezione solo le disposizioni antimafia, quelle del codice dei beni culturali e i vincoli «inderogabili» derivanti dall’appartenenza all’Unione europea.

É stata inserita all’ultimo momento, rispetto alle bozze che circolavano nei giorni scorsi, una specifica salvaguardia in caso di azione di responsabilità: un rischio che spesso limita l’azione degli amministratori. Relativamente alle azioni che derivano da questi nuovi poteri, l’azione di responsabilità sarà limitata «ai casi in cui la produzione del danno conseguente alla condotta del soggetto agente è da lui dolosamente voluta». Viene escluso quindi il caso di colpa grave. Ma il testo così formulato tende proprio a scoraggiare un eccesso di prudenza, in nome del timore della Corte dei Conti: è infatti previsto che la limitazione di responsabilità «non si applica per i danni cagionati da omissione o inerzia del soggetto agente».

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