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Lite per un piatto di riso della mensa della Caritas: coppia aggredisce a coltellate un senzatetto

Tentato omicidio per un piatto di riso della mensa della Caritas: coppia aggredisce senzatetto
di Erika Chilelli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 16 Giugno 2022, 08:30 - Ultimo aggiornamento: 18:01

Una lite per “un pugno di riso” in più è finita nel sangue: la vittima è stata portata in pronto soccorso con una ferita da taglio che ha reciso il tendine e dovrà essere operata. È quello che è accaduto martedì sera, verso le 20,30 in piazza dei Siculi, dove una lite tra senzatetto per una cena della mensa della Caritas è degenerata. Gli aggressori sono stati identificati da un testimone: si tratterebbe di una coppia, la donna, Monia N., ha quarantotto anni, l’uomo, Rubesh N., è un quarantunenne di origini algerine. I due sono stati arrestati dalle forze dell’ordine che pattugliavano la zona. Per loro l’accusa è di lesioni in concroso aggravate dall’uso di un’arma. Ieri, al termina dell'udienza di convalida dell'arresto, il giudice ha stabilito per entrambi il divieto di ingresso nel Comune di Roma fino alla prossima udienza che ci sarà a settembre.      

Il fatto

Sono le 20,30 di martedì sera, la vittima ha preso il suo pasto, un piatto di riso, presso la mensa della Caritas e si è fermata a consumarlo nelle vicinanze, sedendosi su una panchina di piazza dei Siculi. Qui viene raggiunta dalla coppia di senzatetto. A farsi avanti per prima, secondo le testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine, è stata la donna che gli ha chiesto la cena. Al rifiuto è seguita un’accesa lite in cui è intervenuto anche il suo compagno, armato di coltello. Una lama di 18 centimetri con cui si è scagliato contro il suo avversario, recidendogli il tendine vicino al polso. La vittima è riuscita a scappare e allertare le forze dell’ordine. La polizia intervenuta poco dopo ha rintracciato i due aggressori vicino ad un accampamento; i vestiti di lui erano ancora sporchi di sangue mentre la donna aveva il coltello all’interno del suo zaino.  Entrambi vivono di elemosina e hanno precedenti penali: lui per tentato omicidio e rapina, lei per molestie.  

Il pubblico ministero ha richiesto, per via dei precedenti penali e del pericolo di recidiva, che non possano vivere o transitare nel Comune di Roma fino alla data della prossima udienza. Una misura che è stata accolta anche dal giudice. 

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