Tubercolosi al Fatebenefratelli: «Altri tre contagiati». Si indaga sulle responsabilità dell'ospedale

Tubercolosi al Fatebenefratelli: «Altri tre contagiati». Si indaga sulle responsabilità dell'ospedale
di Giuseppe Scarpa
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Sabato 8 Giugno 2019, 10:53


Cresce il numero di persone che avrebbero contratto la tubercolosi all'ospedale Fatebenefratelli dell'isola Tiberina. In procura, nelle ultime settimane, sono state presentate diverse denunce da parte di pazienti del nosocomio, o persone che sono solo transitate nella struttura, che hanno contratto questa patologia. I casi sarebbero saliti ad un totale di 24, fino a poco tempo fa erano 21.

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I vertici della struttura sanitaria avevano sempre ridimensionato l'intera vicenda, escludendo la possibilità di trovarsi di fronte a una condizione particolarmente critica. Non la pensano così gli inquirenti a piazzale Clodio. In procura, infatti, vogliono vederci chiaro. Per questo motivo l'aggiunto Nunzia D'Elia e il pm Maria Bice Barborini hanno nominato dei consulenti, a cui hanno affidato il compito di capire se ci siano responsabilità in capo alla dirigenza del Fatebenefratelli. In pratica bisognerà comprendere se l'ospedale ha adottato tutte le precauzioni utili per evitare che la patologia si diffondesse. Non si esclude che gli inquirenti possano modificare il titolo del reato in epidemia colposa, qualora dovessero emergere gravi inadempienze. Ad oggi risultano indagati i vertici del nosocomio, tre persone sono state iscritte per lesioni.

PRIMI CONTAGI
Intanto l'inchiesta va avanti. Si è scoperto che, forse, il paziente zero è un prete che nel 2016 era appena rientrato dalla Bolivia. Sempre lo stesso anno ha contratto la malattia un operaio addetto all'antincendio. Il 2017 è stato l'anno peggiore: Il 4 marzo viene ricoverato allo Spallanzani, per aver contratto la Tbc, un ausiliario del pronto soccorso del Fatebenefratelli. Il 12 luglio si ammala un dipendente del bar all'interno del nosocomio, il 24 ottobre un altro operaio, il 6 novembre un dipendente dello sportello bancario ospedaliero. La malattia, sempre lo stesso anno, si diffonde tra il personale sanitario. Il 24 maggio è la volta di un infermiere del reparto di ortopedia, il 25 settembre di un tecnico di radioterapia. Il 6 ottobre comunica di essersi ammalato un medico del pronto soccorso - osservazione breve. Il 12 ottobre si registra un altro caso da parte di un tecnico di radioterapia, il giorno successivo c'è il sospetto che abbia contratto la malattia un camice bianco del laboratorio di analisi. Il 19 ottobre risulta positiva una studentessa di scienze infermieristiche, quattro giorni dopo c'è il sospetto che si sia ammalato un altro specializzando. Infine, nel 2017, un altro religioso volontario dell'ospedale avrebbe contratto la patologia. I contagi continuano fino a tutto il 2018.
 

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