ROMA

Roma, tavolini su pedane e parcheggi. Centro e periferia già invasi

Giovedì 2 Luglio 2020

Da via del Governo Vecchio dove le sedie e i tavoli sono arrivati (inevitabilmente) sui parcheggi delle strisce bianche, a Campo de’ Fiori dove per attraversare la piazza, con il mercato ancora aperto, ci si deve mettere in fila indiana per evitare di sbattere contro i menù dei ristoranti da un lato e la merce esposta sui banchi dall’altro. 

Bar e ristoranti, il boom dei tavolini: più spazi e nuovi limiti dal centro all'Appio

Chi ha potuto ne ha approfittato. Del resto, questo ha stabilito il Campidoglio nell’ottica di un rilancio economico delle attività di somministrazione in piena pandemia da Covid-19. Già da un mese un esercizio su tre ha sfruttato fino al 35% di suolo pubblico in più rispetto ai metri assegnati e Roma ha già cambiato volto. Tra i conti dei Municipi, in base alle domande presentate, e quelli delle associazioni di categoria si parla di alcune migliaia di attività che hanno goduto delle agevolazioni: più spazi esterni, sospensione dei canoni Cosap. Il Centro in testa, seppur a macchia di leopardo, a seguire la periferia e quei quartieri che - benché lontani da storia e monumenti - sono dei propulsori di movida e aggregazioni giovanili. Ma questo non è bastato. 

Oggi sarà approvata dall’Assemblea Capitolina la delibera per aumentare ancora di più la percentuale di suolo pubblico per gli esercenti. Qualcuno di loro come Frank, cameriere di un noto pub di Campo de’ Fiori si domanda: «A che serve se poi i tavoli come può vedere restano vuoti? Darci più spazio in assenza di turisti e movimento non ha molto senso, certo quello in più che abbiamo preso può aiutarci ma i risultati finora non ci sono stati. Tra l’altro se vogliono rendere il provvedimento valido per 15 mesi e quando li smonti più i tavoli e le pedane? Diventeranno fisse». Sembra un paradosso a sentire la voce di un diretto interessato che, in linea di principio, dovrebbe invece gioire delle nuove aperture verso la categoria. Ma la delibera è pronta e quasi certamente la maggioranza cinquestelle, con l’appoggio del centro destra, riuscirà ad approvarla. Promotore, il consigliere M5s Andrea Coia che ha richiesto l’estensione dello spazio fino al 50% in Centro e fino al 70% in periferia. Non solo, nel testo ci rientrano anche le librerie e se alla fine passerà un emendamento della consigliera grillina Eleonora Guadagno anche le associazioni culturali. Il I Municipio sgrana gli occhi: «Sarà il caos», prevede la presidente Sabrina Alfonsi. Ciliegina sulla torta, la possibilità con il nuovo testo di sfruttare anche le aree di sosta sulle strisce blu.

I residenti sono già pronti a impugnare il provvedimento di fronte al Tar. «Comprendiamo tutte le difficoltà del settore ma riempire la Capitale di tavolini crea già adesso numerosi disagi - spiega Dina Nascetti dal comitato Vivere Trastevere - Il ricorso è già pronto e non appena la delibera sarà votata lo depositeremo». L’altra notte l’approvazione del testo è sfumata per un soffio. Il Consiglio, riunito a distanza, ha fatto le ore piccole chiudendo i lavori alle 2.20 del mattino arrivando a discutere una decina di emendamenti dei 46 totali presentati al testo. Si riparte oggi e in presenza: consiglieri convocati sugli scranni dell’Aula Giulio Cesare. 
 
Ma fuori, in città, le posizioni degli stessi esercenti non sono compatte. In via Sistina mentre il titolare di due ristoranti ha già piazzato tavoli e pedane sulle strisce bianche per arrivare ad avere almeno 50 coperti in più, il titolare di un bar non ha montato nessun tavolino esterno. «E perché l’avrei dovuto fare? - domanda - Qua sembra che ci sia un coprifuoco perenne, sarebbe stata soltanto una fatica». Scenario diverso invece nelle vie più rinomate del Centro, da Tor Millina a piazza Navona, da Borgo Pio a via Natale il Grande e piazza di Pietra. Qui due locali hanno allestito arredi ai piedi del Tempi di Adriano. In periferia, invece, i residenti, costretti maggiormente alla vita di quartiere, in queste sere stanno tornando a frequentare bar e ristoranti, animando in questo modo anche tanti angoli dimenticati. In via dei Ciclamini a Centocelle il titolare di un’attività di somministrazione è pronto a chiedere ulteriore spazio: «La possibilità di usare maggiori arredi esterni - spiega Maurizio Bertini - ci ha aiutato a mantenere stabile il fatturato, non ci sono guadagni ma neanche perdite». Dalla Fiapet Confersercenti il presidente Claudio Pica fa una riflessione sulla tipologia dei potenziali beneficiari: «Dei nostri associati circa il 75% (almeno un migliaio) ha già ottenuto più spazi è chiaro che le attività più note, rinomate e inserite in contesti che non creano problemi sono maggiormente favorite rispetto a quelle attività di passaggio che lavorano in contesti dove manca il turismo». Il problema però è un altro: «Si deve rimettere mano e strutturalmente alla partita delle occupazioni di suolo - conclude Pica - a prescindere dagli aiuti in piena emergenza sanitaria».

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