Tamponi, il sistema del Lazio va in tilt: disservizi sul portale e referti in ritardo. «Così salta il tracciamento»

Rallentamenti per il via libera all’uscita dalle quarantene. E c’è il nodo Green pass

Tamponi, il sistema va in tilt: disservizi sul portale e referti in ritardo. «Così salta il tracciamento»
di Francesco Pacifico
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Venerdì 21 Gennaio 2022, 00:10

Troppi tamponi, in media 100mila al giorno, così tanti che non se ne effettuavano neppure durante la prima e la seconda ondata del Covid. Un numero che crea non pochi aggravi di natura burocratica a medici e farmacisti, ma anche disservizi di tipo informatico. Sì, perché una volta fatti i tamponi e comunicato l’esito ai pazienti, gli stessi medici e i farmacisti devono trasferirli anche alle autorità competenti. E con 100mila test quotidiani, dei quali 75mila in media antigenici (quindi effettuati fuori dai drive in regionali), ogni giorno il sistema regionale per registrarli online va in tilt: si blocca per alcune ore, creando non pochi problemi perché le pratiche d’inserimento si accumulano.

Ma soprattutto c’è un’altra questione: le informazioni arrivano tardi alle Asl, che dovrebbero in tempo reale far scattare le operazioni di tracciamento dei positivi e dei loro contatti oppure vidimare la fine delle quarantene o degli isolamenti per quei soggetti che si sono immunizzati dopo la guarigione. Una situazione che comporta rallentamenti anche di uno o due giorni. Comunque troppi in una fase come questa, nella quale è necessario intervenire in maniera repentina per circoscrivere il virus.

I maggiori problemi si registrano con la piattaforma regionale ReCup, dove medici e farmacisti devono registrare l’esito di antigenici e molecolari, comunicando alle Asl il nome dei pazienti positivi e negativi. Lo stesso database poi deve a sua volta “colloquiare” e indicare gli stessi risultati al sistema nazionale Ts (quello della tessera sanitaria) che è alla base dell’erogazione di Green pass base e rafforzati. Spiega Alberto Chiriatti, medico di base a Ostia e vicesegretario del sindacato di categoria Fimmg: «Ogni giorno il sistema regionale va in tilt per due o tre ore e noi non riusciamo a registrare i tamponi fatti, con il risultato che ci ritroviamo nel corso della giornata con più pratiche che si accumulano e che dobbiamo sbrigare. Già normalmente questi disagi per noi sono fastidiosi, ma in periodi come questi - tra vaccinazioni, visite in ambulatorio e a casa dei positivi e la normale attività per gli assistiti No Covid - diventano un macigno difficilmente gestibile. Senza contare che questi dati arrivano tardi alle Asl, che a loro volta si trovano con un aggravio di lavorazione dei dati, che comporta ritardi nell’avvio delle operazioni di tracciamento». Aggiunge Teresa Rongai: «Il sistema si blocca anche quando dobbiamo inserire i certificati per la fine degli isolamenti e delle quarantene di chi ha superato la malattia. Siamo arrivati al punto, che per fare queste pratiche e non avere intoppi, mi collego con la piattaforma alle 7 del mattino o alle 10 sera. Allungando il mio orario di lavoro».

 

INTERVENTI

Non meno problemi li riscontrano i farmacisti. Racconta infatti Alfredo Procaccini, vicepresidente di Federfarma Roma e di quella nazionale: «I problemi nascono perché i numeri dei tamponi fatti sono molto elevati. Di conseguenza ci sono ore nelle giornata dove il sistema regionale si blocca, cade il collegamento. Per noi farmacisti è più facile perché, quando il programma salta, intanto possiamo comunicare i dati alla piattaforma Ts per sbloccare l’emissione del Green pass, inserendo poi in seguito gli ulteriori dati. Ma i disagi maggiori li hanno i medici, per gestire le pratiche l’uscita dall’isolamento per i pazienti guariti e dalla quarantena».
Dal mondo delle Asl spiegano che i problemi di collegamento durano poche ore al giorno e che comunque gli uffici informatici della Regione stanno lavorando per risolvere il disservizio. Resta però l’aggravio nelle operazioni di tracciamento - contattare i positivi e quelli entrano in contatto con loro - attività che normalmente diventa già impossibile quando i nuovi casi superano i 3mila al giorno. Ieri invece eravamo sopra quota 13mila. Senza dimenticare il fatto che per le stesse Asl è impossibile “inseguire” quei soggetti che hanno fatto tamponi fai-da-te, comprati in farmacia ed eseguiti a casa.

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