Roma, lo stupro di Capodanno: si indaga sulla cocaina alla festa dei minorenni

Roma, lo stupro di Capodanno: si indaga sulla cocaina alla festa dei minorenni
di Giuseppe Scarpa
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Domenica 7 Febbraio 2021, 00:10 - Ultimo aggiornamento: 13:09

Un coca party tra ragazzi quasi tutti minorenni a Roma. È questo il festino di Capodanno dove una studentessa diciassettenne è stata violentata da 4 ragazzi che considerava essere suoi amici. E forse anche da altri giovanissimi, a lei sconosciuti, arrivati in un secondo momento durante il party, quando la ragazza era completamente stordita dall’abuso di stupefacenti e alcol. Dall’inchiesta è emerso che la vittima ha assunto la polvere bianca. Le analisi di sangue e urine sulla 17enne parlano chiaro. E come lei anche i 4 autori (e forse più) dello stupro, tra cui compaiono dei giovani al di sotto dei 18 anni. In questo caso gli investigatori fanno riferimento alle testimonianze dei presenti. 

L’indagine, perciò, si amplia. Alla violenza sessuale si aggiunge un altro reato, la cessione di stupefacenti. Lo spaccio insomma. Ma non sono solo queste le novità scoperte dagli inquirenti sul veglione a base di droga e in aperta violazione delle norme anticovid. Molti dei giovanissimi presenti al party sono stati accompagnati dai genitori che poi, l’indomani mattina, sono andati a riprenderli. Inoltre l’appartamento, dove è andato in scena il festino, sarebbe stato affittato. La comitiva si sarebbe quotata per ottenere le chiavi della casa per 24 ore nel quartiere La Storta, periferia residenziale a nord di Roma. 

Per giorni i ragazzi si sono dati da fare per organizzare un veglione per la notte di San Silvestro. Hanno comprato alcolici. Qualcuno anche la cocaina. Per molti di loro è la prima volta che festeggiano con gli amici il Capodanno. Sono euforici. Il fatto che il party sia clandestino lo rende, ai loro occhi, ancora più affascinante. I divieti indicati nei dpcm sono tassativi, niente assembramenti e il rientro è fissato per le 22.00. Nonostante ciò, la maggior parte dei ragazzi ottiene l’autorizzazione dai rispettivi genitori, ai quali il veglione è descritto più come un pigiama party che come un festino in piena regola. E così gran parte dei 20 rimarrà a dormire nell’appartamento preso in affitto. Perciò il 31 gennaio si riuniscono in una casa nella periferia a nord della Capitale, oltre il Gra.

L’età dei presenti oscilla dai 17 ai 20 anni. Bevono un po’ di tutto. Altri sniffano la cocaina. Anche la studentessa minorenne. Diventa vulnerabile. Non è più lucida, la memoria si offusca, il ricordo di ciò che accade diviene confuso. Sfumato. I dettagli scivolano via. Rimangono nella sua mente solo alcuni flash. Frammenti di una serata iniziata divertendosi e terminata nel peggiore dei modi, con una violenza. Si sarebbe ritrovata in una stanza in compagnia di quattro persone, non c’è nessuna amica con lei. 

Una stanza in cui sarebbero entrati, in un secondo momento, altri ragazzi arrivati a party ormai avviato. Solo l’indomani mattina si rende conto di aver subito degli abusi sessuali. La ragazza rientra subito a casa. All’inizio non dice niente ai genitori. Ma la madre intuisce che qualche cosa non va. Le domande, perciò, diventano incessanti. A un certo punto la 17enne non regge più e racconta l’epilogo traumatico della serata. I passaggi vuoti affollano la versione fornita dalla giovane. 

INTERROGATORI 

I genitori, a questo punto, non ci pensano troppo. Decidono che è necessario presentare una denuncia. La segnalazione alle forze dell’ordine viene fatta ai militari dell’Arma. I carabinieri della compagnia Roma- Cassia avviano un’indagine minuziosa. Raccolgono tutte le testimonianze dei presenti. Sentono anche i genitori dei ragazzi. Intanto si apre una doppia inchiesta alla procura “ordinaria”, affidata all’esperto pubblico ministero Stefania Stefania, e a quella dei minori. Nel mirino di magistrati e dei carabinieri ci sono quattro giovanissimi. Ma il numero dei sospettati potrebbe presto salire. 

giuseppe.scarpa@ilmessaggero.it

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