ROMA

Coronavirus Roma, Francesca, la studentessa che aiuta il Gemelli: «Guanti e tute per i medici, è bastata una mail in Cina»

Giovedì 26 Marzo 2020 di Camilla Mozzetti
Una prima donazione di mascherine arrivata al Policlinico Gemelli
Si è trovata catapultata dentro l’emergenza e da studentessa universitaria, iscritta all’ultimo anno della facoltà di Medicina e chirurgia dell’università Cattolica, Francesca Albanesi - 24 anni e prossima alla Laurea (discuterà la tesi in Oftalmologia il prossimo giugno) - ha deciso di rendersi utile per il policlinico Gemelli
«Questa emergenza - racconta - ha colto me e molti altri colleghi completamente alla sprovvista». Da un giorno all’altro molti studenti hanno dovuto rimodulare i tirocini, vivendo in prima persona il cambiamento provocato dal Covid-19 alle normali attività universitarie. «Parlando con molti medici e specializzandi - spiega Francesca - mi sono resa conto che era necessario dare una mano per far sì che in ospedale arrivassero dispositivi di protezione: quelli che servono alla barriera primaria per far lavorare i medici in sicurezza e trattare con le dovute attenzioni i pazienti».
 
Ed è così che Francesca ha avuto l’intuizione: reperire il materiale per il policlinico attivando un canale di donazioni. Come ha fatto? «Ne ho parlato all’inizio con una mia collega di corso cinese, Anna Fu, e lei mi disse che la comunità del suo Paese era molto sensibile alla problematica, che voleva rendersi utile per fornire aiuti alle nostre strutture ospedaliere. Così abbiamo scritto una lettera con l’aiuto e la collaborazione della Fondazione Gemelli e dell’avvocato Giovanni Paolo D’Incecco Bayard De Volo in inglese e cinese, raccontando l’attività del policlinico nell’emergenza del Covid-19 e il fabbisogno mensile necessario: 180 mila mascherine chirurgiche, 80 mila tra mascherine Ffp2 e Ffp3, occhiali protettivi, guanti, tute idrorepellenti. Numeri spaventosamente grandi e imprevedibili fino a poco tempo fa, difficili da gestire vista anche la chiusura delle frontiere di vari paesi».
 
Ma l’intuizione di Francesca, supportata anche dalla titolare cinese di un’agenzia di viaggi da anni attiva su Roma, ha avuto successo. Perché quella lettera in poco tempo - grazie proprio alla comunità cinese - ha fatto il giro del mondo e in pochi giorni tante realtà si sono attivate per fornire il materiale. I contatti hanno oltrepassato i confini nazionali e le risposte sono arrivate da Hong Kong, Singapore, Wuhan, Shanghai. Persino dalla California. Quando Francesca racconta questa storia sta studiando. Il 21 marzo è stato il suo compleanno, lo ha trascorso in casa ma non si è fatta vincere dalla paura o dalla tristezza. In questi pomeriggi non la smette di rispondere alle e-mail «di associazioni e realtà internazionali - dice - che mi scrivono per dare la loro disponibilità a inviare il materiale, sono tantissime, tutte disponibili ad aiutarci e dare supporto anche ad altri ospedali».
 
Fino ad oggi, in pochissimi giorni dalla partenza dell’iniziativa, il policlinico Gemelli ha già raccolto «Oltre 85 mila mascherine chirurgiche, 5 mila mascherine Ffp2 ed Ffp3, centinaia di occhiali protettivi, tute protettive e guanti. Non solo, perché molte realtà, che già ci avevano aiutato, ci hanno chiesto se potevano essere utili anche ad altri ospedali e, ad esempio, sono state donati circa 10 mila dispositivi anche al Bambino Gesù», spiega ancora Francesca che in questo frangente non perde la speranza ed è felice nel mostrarsi utile.
«Ci sono arrivate anche donazioni anonime come una in cui ci sono stati forniti 20 scudi facciali, quelli che si indossano per coprire tutto il volto - aggiunge - e i biglietti su alcuni pacchi mi hanno commossa. C’è stato chi ci ha scritto “La fratellanza è la base di ogni società, la condizione di ogni progresso” oppure “Affrontiamo insieme questo momento difficile aspettando insieme l’arrivo dell’arcobaleno”». Riscoprirsi umani nelle difficoltà è stata la gioia più grande. «Parlare con persone all’estero - conclude Francesca - che ci ringraziavano e ringraziavano il policlinico Gemelli per quello che si sta facendo, è stato bello. Unirsi per essere davvero utili in una situazione che ci sta cambiando tutti». E poi quella consapevolezza acquisita giorno dopo giorno, ora dopo ora, e-mail dopo e-mail: «Rendersi conto del bene che si può fare - conclude Francesca - A partire da noi studenti».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani