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Strage Ardea, Daniel è morto per difendere il fratellino David: il bimbo di 10 anni non è scappato davanti al killer Entrambi uccisi con un solo colpo

Strage Ardea, Daniel è morto per difendere il fratellino David: il bimbo di 10 anni non è scappato davanti al killer Entrambi uccisi con un solo colpo
di Mirko Polisano
4 Minuti di Lettura
Martedì 15 Giugno 2021, 21:21 - Ultimo aggiornamento: 16 Giugno, 10:27

Strage di Ardea: un gesto eroico di un bambino di 10 anni che forse si sarebbe potuto salvare e invece è stato colpito mentre cercava di soccorrere il fratello più piccolo sanguinante a terra. È quanto emerge da un’ultima ricostruzione sulla strage di Ardea: Daniel che decide di non scappare per cercare di salvare il piccolo David, cinque anni. Inseparabili fino alla fine. Sarebbe stato accertato che Andrea Pignani avrebbe colpito prima David, il piccolo di 5 anni e poi il 74enne, Salvatore Ranieri. Daniel in quell’istante forse sarebbe potuto fuggire al mirino del killer ma ha preferito fermarsi accanto al fratellino, perdendo la vita anche lui. L’autopsia, conclusa ieri sera a Tor Vergata, conferma: un colpo di pistola ciascuno, al petto David e alla gola Daniel. 

A soli dieci anni Daniel Fusinato, promessa del calcio, già tesserato della Lazio, si è reso protagonista di un gesto eroico molto più grande della sua piccola età: avrebbe potuto mettersi in salvo, molto probabilmente scappando verso casa e invece si è messo a correre in direzione del fratello. Senza pensarci sopra due volte. Poco prima, era stato Salvatore Ranieri a tentare un’altra impresa eroica. Visto il piccolo David a terra ferito dal killer, il 74enne pensionato ex autista dell’Atac non è scappato. Per Ranieri, colpito alla testa a bruciapelo, non c’è niente da fare. Muore sul colpo mentre cerca di fermare il killer spietato.  Pignani tira poi ancora il grilletto mirando verso Daniel, che si sarebbe proteso verso il fratello piuttosto che tentare di scappare.


LA FAMIGLIA
«Mia figlia non riesce nemmeno a parlare. Il nostro dolore è indicibile». Nonna Stella ha un filo di voce ed è distrutta dall’altro capo del citofono della sua abitazione di Ostia Nuova. «I nostri bambini ora sono angeli che ci devono proteggere», prosegue. Daniel e David, dieci e cinque anni, uccisi per pura follia a pochi passi da un campo da calcio nel comprensorio di Colle Romito ad Ardea, alle porte della Capitale. A sparare, Andrea Pignani ingegnere trasformatosi in killer la mattina di domenica scorsa. «Lasciateci nel nostro dolore», chiosa nonna Stella prima di essere interrotta da un pianto. 


Restano da fare gli esami autoptici del pensionato Salvatore Ranieri, oggi, poi giovedì sarà la volta del killer per il quale verranno svolti anche gli accertamenti tossicologici. Poi l’ultimo saluto alle vittime nella Capitale. I funerali dovrebbero esserci tra giovedì e venerdì, quello dei bimbi ad Ostia. Intanto le indagini dei carabinieri vanno avanti per chiarire ogni aspetto. Sono stati sequestrati computer e cellulare di Andrea Pignani, il killer di Colle Romito. Verranno effettuate verifiche per stabilire se ci siano all’interno elementi utili, se ad esempio l’uomo abbia avuto qualche contatto pregresso da cui si potesse intuire qualcosa. 


A quanto ricostruito finora, il mondo del 35enne era praticamente limitato alle mura della sua stanza in cui trascorreva intere giornate. Una camera che sarebbe stata quasi inaccessibile agli altri. E rimane al vaglio la posizione della madre dell’ingegnere per quanto riguarda la mancata denuncia della pistola di proprietà del marito che non fu denunciata alla sua morte, avvenuta nei mesi scorsi. La donna rischia l’accusa di detenzione abusiva di armi. La pistola, una Beretta modello 81 calibro 7,65 utilizzata dall’omicida, era detenuta regolarmente dal padre di Pignani, ex guardia giurata, ma alla sua morte non fu denunciata. «Non la trovavamo» si sarebbero giustificati i familiari. Ma la donna, essendo l’erede convivente del marito, avrebbe dovuto segnalare l’esistenza dell’arma anche se questa non era stata da lei ritrovata. I carabinieri stanno accertando anche l’eventuale presenza di telecamere che possano aver ripreso quegli istanti o inquadrato il killer lungo il tragitto. Aveva guanti, felpa, zainetto e una pistola in pugno.

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