Stalking alla collaboratrice della ministra Carfagna: lite per un progetto “rubato”. «Sei un mostro»

Email minatorie al vice capo di Gabinetto per 4 anni

Stalking alla collaboratrice della ministra Carfagna: lite per un progetto rubato . «Sei un mostro»
di Francesca De Martino
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Domenica 22 Maggio 2022, 09:33 - Ultimo aggiornamento: 17:25

L'avrebbe riempita di email terrificanti in cui la descriveva come un «mostro», una «donna senza scrupoli» e un'«arrivista» e le avrebbe fatte arrivare anche alla casella di posta elettronica della segreteria del ministro per il Sud, Mara Carfagna, dove ancora oggi lavora la vittima. Per quattro anni, fino a settembre 2021, l'avrebbe fatta vivere nell'ansia e nella paura. E tutto questo accanimento, per la Procura, è nato perché le sarebbe stato copiato un suo progetto sul rilancio dell'entroterra abruzzese, presentato e mai accettato dalla Regione Abruzzo quando la persona offesa ricopriva un ruolo dirigenziale.

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Per questi fatti, Barbara Ciarrapico, 59 anni, economista specializzata nel settore turistico, è finita a processo per stalking e diffamazione ai danni dell'attuale vice capo di Gabinetto della ministra Carfagna, Cristina Gerardis. L'imputata è sottoposta anche a divieto di avvicinamento alla persona offesa.
LA CRONISTORIA
I fatti contestati vanno dal 2017 al settembre del 2021. Secondo quanto ricostruisce la Procura, l'accanimento dell'imputata sarebbe cominciato nel 2017, quando per la vittima, Cristina Gerardis, stava per scadere il mandato come direttore generale della Regione Abruzzo. L'imputata avrebbe tormentato la persona offesa con un «continuo e smodato invio di email», contenenti una sfilza di offese gratuite. Messaggi che la donna avrebbe inviato non solo alla casella di posta elettronica personale, ma soprattutto a quella del ministro Carfagna, dove ancora oggi la vittima ricopre il ruolo di vice capo di Gabinetto. Per i pm, la 59enne avrebbe accusato l'ex direttore generale della Regione Abruzzo di «essersi appropriata della sua opera»: Pennadomo Iko, un progetto per lo sviluppo del turismo e il rilancio, nello specifico, del borgo chietino di Pennadomo, comune di poco più di 200 abitanti. L'imputata avrebbe attaccato la Gerardis anche con altre accuse: «Mi hai messo addosso i servizi segreti»; «Hai corrotto la polizia giudiziaria e la magistratura»; «sei una donna senza scrupoli, un'arrivista». Queste sono alcune delle offese, riportate nel capo d'imputazione, che la vittima quasi ogni giorno riceveva anche sui canali istituzionali. Un comportamento, quello dell'economista, che avrebbe costretto la Gerardis a vivere in un continuo «stato d'ansia e di paura» e «in un fondato timore per la propria incolumità».

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LA DIFESA
L'imputata si sarebbe sentita tradita perché, a suo dire, avrebbe ricevuto garanzie sul finanziamento del suo prototipo di modello turistico e poi di esserselo visto copiato e mai più sostenuto. Un presunto plagio, quello insinuato dalla 59enne, che era stato smentito da Cristina Gerardis in una nota, a marzo 2018.

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