Roma, stalker minaccia la sua ex: spray sulla tomba del papà

All’uomo, 49 anni, di Tivoli, è stato applicato il braccialetto elettronico

Stalker minaccia la sua ex, spray sulla tomba del papà
di Fulvio Ventura
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Martedì 4 Gennaio 2022, 08:13 - Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio, 08:35

Un bracciale per fermare le violenza, al termine di un mese di serrate indagini una donna è stata salvata dalle grinfie del suo persecutore che ora non potrà più avvicinarsi a lei e non potrà più molestarla. Una brutta storia di morbosa gelosia, persecuzione, atti vandalici ed intimazioni che si stava consumando alle porte di Roma ed è finita prima che potessero essere scritte pagine ben più nere. Dopo continui pedinamenti ed atti vandalici, al termine di un'attenta e meticolosa attività investigativa, lo stalker di una donna di 45 anni, residente nell'hinterland tiburtino, a cavallo di Capodanno è stato denunciato e non potrà più avvicinarsi alla sua ex. All'uomo, 49 anni residente vicino Tivoli, è stato applicato il bracciale elettronico per far rispettare il divieto di avvicinamento. Alla donna è stato dato un telefonino per chiamare direttamente le forze dell'ordine. La procura tiburtina è intervenuta ancora una volta con zelo, come avvenuto prima della vigilia di Natale ed a Santo Stefano con due arresti a Monterotondo ed Arsoli, evitando così alle vittima degli ulteriori, e più gravi, problemi.

LA VICENDA

Questa brutta vicenda è cominciata lo scorso settembre. La donna, dopo un rapporto durato diversi anni, aveva deciso di lasciare l'uomo per via della sua gelosia compulsiva. Lui era convinto che lei lo tradisse e neanche la fine del rapporto ha fatto cessare i suoi atteggiamenti persecutori. L'uomo era diventato l'incubo della 45enne. Per due mesi l'ha pedinata, sia sul posto di lavoro che presso la sua abitazione e quella di parenti. Purtroppo, però, lo stalker non si è limitato a seguirla. Tra settembre e novembre l'ha chiamata molte volte, l'ha insultata sui social network e, soprattutto, è arrivato a vandalizzarle l'auto. L'uomo non si è fermato davanti a nulla e si è accanito anche sulla tomba del padre della donna, presso il cimitero di Tivoli, imbrattandola di vernice nera. La donna, a fine novembre, ha deciso di dire basta chiedendo aiuto alla polizia del commissariato tiburtino. Subito sono partite le indagini, serrate, per un mese fino a quando la Procura, temendo il peggio, ha deciso di intervenire chiedendo al giudice per le indagini preliminari la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna con braccialetto elettronico anti-stalking. In quei trenta giorni gli agenti del settore specializzato nella Violenza di Genere e Minori del Commissariato tiburtino, coordinati dal sostituto commissario Davide Sinibaldi e diretti dal primo dirigente Paola Pentassuglia, hanno seguito come angeli custodi la donna collezionando prove a carico dello stalker e proteggendola dal persecutore.

I PROVVEDIMENTI

Il materiale raccolto è servito ai pm del Gruppo Uno della procura di Tivoli - il pool voluto dal procuratore Francesco Menditto specializzato in questi reati - per fermare l'uomo. Si tratta di un pool che ha salvato decine di donne, le ultime a cavallo di Natale quando i magistrati sono intervenuti a tutela di altre due vittime. La tempestività dei pm ha evitato che, sfruttando alcune lacune normative, i due violenti fossero scarcerati invece, chiedendo l'aggravamento delle misure già in atto. Si conferma, quindi, l'attenzione rivolta dalla procura tiburtina verso i reati contro le donne ed i minori. La rete di servizi ed assistenza creata negli ultimi grazie al lavoro, oltre che della procura, anche di Asl, comuni, ordine degli psicologi e degli avvocati, associazioni, aiuta ogni anno decine e decine di donne. Non è un caso che nel circondario tiburtino il numero di denunce per i reati di genere sia doppio rispetto alla media nazionale. Non solo, la bontà condotta dalle forze dell'ordine ed il sostegno alle vittime che evitano le ritrattazioni, ha permesso di far scendere le assoluzioni in quattro danni dal 20% al 6% dei casi. Negli ultimi dieci anni, infine, i procedimenti per i vari reati legati alla violenza di genere sono saliti da 169 a 503.

 

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