Stadio Roma, un parking da 4mila posti sotto l'impianto a Pietralata. Struttura interrata a tre piani

Prima riunione fra tecnici del Comune e lo studio che farà il progetto. L’idea è di sfruttare la zona collinare

Stadio Roma, un parking da 4mila posti sotto l'impianto a Pietralata. Struttura interrata a tre piani
di Fernando M. Magliaro
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Martedì 26 Luglio 2022, 00:11 - Ultimo aggiornamento: 11:24

Mentre da un punto di vista strettamente sportivo la As Roma si muove presentando, oggi, Dybala all’Eur, la società giallorossa si muove anche sul fronte Stadio: prima riunione fra i tecnici del Campidoglio e lo Studio Gau, incaricato dalla Roma di progettare il nuovo Stadio di Pietralata. La scorsa settimana, una delegazione dello Studio è andata in Comune per incontrare i tecnici di Urbanistica e Mobilità per affrontare i nodi legati al trasporto pubblico e privato. La prima novità, rispetto alle ipotesi di lavoro trapelate nelle scorse settimane, è che si sta esplorando la possibilità di realizzare i parcheggi per lo Stadio direttamente sotto l’impianto.

Su Google Maps c'è già il nuovo stadio della Roma


Lo Studio Gau ha, infatti, chiesto ai tecnici comunali di valutare l’idea di sfruttare l’orografia della zona che è collinare per costruire dai 3 ai 4mila posti auto sotto terra, direttamente al di sotto dell’impianto. Si tratterebbe di tre livelli interrati, ciascuno autonomo dagli altri e ciascuno da almeno mille posti auto, che offrirebbe parcheggi a disposizione per circa 6.900-10.000 persone. Da quanto trapela, i funzionari comunali hanno preso atto di questa idea, ma hanno fatto presente che sarà necessario elaborare una soluzione progettuale che privilegi il trasporto pubblico anziché quello privato. 

 


Nella prima bozza di lavoro, invece, quella presentata al sindaco Gualtieri a fine aprile, i parcheggi sembravano essere localizzati nelle aree, di proprietà di Ferrovie dello Stato, adiacenti i binari ferroviari. Altro tema affrontato, quello dell’impatto acustico in relazione all’adiacente Ospedale Sandro Pertini: qui il Campidoglio è stato molto chiaro. Isolare l’ospedale da un punto di vista acustico è una priorità assoluta. Anche perché l’isolamento acustico del nosocomio potrebbe diventare uno degli elementi su cui costruire la futura delibera di pubblico interesse. 


LA NECESSITÀ
La vicinanza con l’Ospedale, poi, imporrà la necessità di prevedere, come già trapelato nelle scorse settimane, un accesso e un’uscita riservata alle ambulanze. I funzionari del Comune hanno fatto presente allo Studio Gau che potrebbe essere utile, vista la grande estensione del Pertini, provare a progettare queste vie di ingresso per i mezzi di soccorso senza utilizzare l’esistente via dei Monti Tiburtini ma creandone direttamente di nuove. Altri due i punti sui quali lo Studio Gau dovrà lavorare: la creazione di un modello di simulazione e analisi dei flussi di traffico, analogo a quello che era stato fatto per Tor di Valle. In questo caso, sarà fondamentale distribuire i flussi di uscita dallo Stadio dopo le partite sulle strade esistenti: via dei Monti Tiburtini, che magari con l’occasione sarà completata dopo anni di lavori mai finiti, via Pietralata, la Tangenziale Est, via Tiburtina fino ad arrivare all’asse principale, quello garantito dalla penetrazione urbana dell’autostrada Roma-L’Aquila. 


Il secondo riguarderà il trasporto pubblico: la fermata della metro B Quintiliani è a circa 400 metri dall’ingresso presunto del nuovo Stadio. Per dare una misura di raffronto: la distanza fra piazzale Mancini e i cancelli della Curva Sud è di un chilometro e 200 metri; quella fra il benzinaio antistante viale dei Gladiatori e i cancelli della Tribuna Monte Mario è di 850 metri. Quattrocento metri, quindi, significa avere di fatto una metro quasi dentro lo Stadio. Ma significa anche dover ristrutturare la fermata per poter accogliere in sicurezza i tifosi all’uscita dalle partite: più alta sarà la percentuale di tifosi che sarà spinta a usare la metro maggiore sarà la necessità di garantire spazi di ordinato e sicuro deflusso e accesso ai convogli. E, quindi, non è da escludere che, alla fine, il Campidoglio possa chiedere alla Roma un investimento di questo tipo, economicamente importante ma decisamente molto meno oneroso di quanto era previsto per rifare la sola stazione di Tor di Valle. 
 

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