CORONAVIRUS

Roma, «violate le norme anti-Covid». Sigilli al Blanco e alla La Vela

Domenica 21 Giugno 2020 di Marco Pasqua

Non ci sono soltanto le carenze igienico-sanitarie, ma anche la mancata applicazione delle norme anti-Covid, dietro alla stretta della polizia sullo stabilimento La Vela (e l'annesso Blanco, luogo cult della movida romana in trasferta a Fregene). Durante il blitz di venerdì mattina, scattato insieme al personale della Asl, si è decisa l'immediata sospensione dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande (oltre ad una multa salata).
E' uno dei posti di ritrovo preferiti dai giovanissimi, preferibilmente di Roma Nord, soprattutto nel fine settimana, quando il Blanco è sinonimo di divertimento. Il suo aperitivo è stato reso celebre, sui social, anche grazie alle foto dei bicchieri giganti consumati da gruppi di giovanissimi. Nel 2018, le cronache romane si erano concentrate su questo spicchio di nightlife litoranea, quando un folle, a bordo di un furgone, investì due persone (per protesta contro il mancato accesso al locale al figlio).

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Stavolta, gli uomini della polizia, diretti da Catello Somma, hanno riscontrato «numerose irregolarità amministrative e gravissime carenze igienico-sanitarie». «Le cucine spiega la polizia erano in pessime condizioni, con sporcizia ovunque e cibi mal conservati e/o scaduti, posti sotto sequestro. Inoltre, sono state riscontrate importanti carenze strutturali e la pessima igiene dei bagni». Secondo la Asl sarebbero anche state trovate feci di topo. Ma a finire nel mirino dei poliziotti, anche la mancata applicazione delle norme anti-Covid per l'accesso in spiaggia: uno dei punti sui quali la sorveglianza, in una fase in cui il coronavirus non è stato debellato, è ancora a livelli molto alti. Anche se questo controllo rientra tra le regolari attività di monitoraggio disposte dal Questore, Carmine Esposito, nelle settimane passate sarebbero arrivate alcune segnalazioni relative agli assembramenti durante i popolari aperitivi della domenica (e durante i quali non è ammesso ballare, ma soltanto la consumazioni ai tavoli prenotati). Segnalazioni che avrebbero poi portato i poliziotti a bussare alla porta della struttura.

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LA REPLICA DELLA PROPRIETÀ
«Le cucine controllate dalla polizia erano chiuse, il ristorante non era in attività replica il titolare, Marco Fantauzzi perché apre soltanto il sabato e la domenica e il controllo è avvenuto il venerdì. Abbiamo ricominciato a lavorare, dopo i drammatici mesi di chiusura e di emergenza sanitaria, e ci stavamo adeguando alle norme. Tutte le irregolarità riscontrate saranno sistemate». Il provvedimento della Questura prevede una serie di prescrizioni: solo quando tutte saranno state rispettate (e il tutto sarà verificato anche da parte della Asl), la somministrazione potrà riprendere. La polizia, tra le altre cose, ha contestato la mancata presenza, in alcuni bagni, del sapone e, in cucina, di piani di lavoro lavabili (in realtà alcuni erano in legno).

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I PRECEDENTI
Nell'agosto del 2018, la polizia dispose la chiusura dello stabilimento, per due giorni, per motivi di ordine pubblico. La decisione della Questura traeva spunto da alcune aggressioni registrate a partire da aprile, fino al caso del folle che, a fine giugno, aveva guidato il suo furgone contro la recinzione dello stabilimento, perché suo figlio non sarebbe stato fatto entrare nella discoteca. Un episodio limite, dopo il quale la proprietà era intervenuta per limitare le irregolarità. Ora la nuova stretta della Questura. «In tre, quattro giorni, risolveremo tutto», promettono i gestori. 

Ultimo aggiornamento: 14:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA